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GLI OCCHI DEGLI ALTRI immagini e parole dall’Africa all’Asia 18 e 25 marzo ore 20

L’arte della fotografia, l’arte delle immagini in generale dovrebbe stare nella capacità tecnica del fotografo. Eppure il tratto di genialità che contraddistingue alcuni artisti della fotografia, ha la capacità di dare un’anima agli scatti che propone.
Pompeilab e gli artisti che prenderanno parte alla mostra fotografica “Gli occhi degli altri” non hanno certo questa o quella velleità artistica e perché no tecnica. Hanno però la forza e la volontà di proporre al pubblico lavori ben fatti che, partendo dagli sguardi e dai dettagli delle persone, dai particolari del mondo, riescono a trasmettere al visitatore una sensazione di presenza e consapevolezza decisamente coinvolgente.
La saletta Mannitidiriale si affaccerà nell’Africa e nell’Asia, dal Congo all’India, proponendo un viaggio spontaneo attraverso culture altre da noi.
Così come Tiziano Terzani ha insegnato fino ad un attimo prima di morire, occorre avere la consapevolezza che il mondo è pervaso da culture differenti le quali hanno tutte uguale dignità e valore innanzi agli occhi del mondo dei vivi.
Durante le serate saranno proposte degustazioni tipiche e dibattiti impregnati sull’azione delle associazioni di volontariato sul territorio.
L’ingresso è gratuito.

Scrive Gennaro Cretella a proposito dell'India:

l'india mistica, colorata, misteriosa, piena di fascino; storia millenaria, ma anche turistica, itinerari affascinanti, palazzi preziosi di marmi colorati. "accoglienza europea" su pezzi di spiagge paradisiache sottratte a chi, da millenni, le ha sempre usate per ricoverare antiche barche a bilanciere, insostituibile mezzo per procurarsi un po' di cibo di riserva.
quante bugie su libri e broschures, con immagini patinate ed ingannevoli. venite a vedere tra le favelas disseminate all'esterno di aeroporti e stazioni ferroviarie; camminate tra i rivoli maleodoranti che disegnano gli intrichi delle spoglie baracche di ogni centro abitato. venite sui marciapiedi di mumbai, "ricoperti" e non solo di notte, di gente che non ha nemmeno una baracca dove passare notti ora fredde, ora umide, ora gonfie di pioggia. ma qualcuno, facendosi scorrazzare dalla navetta del tour operator o da un taxi con aria condizionata e i finestrini chiusi su un mondo troppo difficile da poterlo toccare con le proprie mani, da sentirne gli odori piu' forti, da trapassare gli sguardi piu' intimi, raccontera' di aver visto l’india.
abusi su bambini nei centri di movimenti religiosi e timori per l'operato di sette new ages: occidentali troppo "fuori" nel loro mondo, alla ricerca ansiosa di una tranquillità' interiore in un contesto molto "lontano" e "semplicemente" complicato da intenderlo.
la religione della maggioranza dei popoli indiani, l'induismo, in sostanza e' un insieme di vari sistemi religiosi, contemplanti svariate figure divine. l'obiettivo, una necessita' comune ad altre ideologie religiose, e' arrivare all'unita' tra l'uomo e lo spirito universale, brahman, cosi' da rendere l'anima finalmente libera dall'interminabile serie di esistenze.
erede, forse, di antichi "invasori" ariani, l'ordine delle caste tende a rifarsi a quello cosmico induista. la casta dei letterati e sacerdoti, usciti dalla bocca di brama; quella dei guerrieri, usciti dalle sue braccia; quella dei commercianti, usciti dalle sue cosce; quella dei servitori, usciti dai suoi piedi. gli indiani non appartenenti a nessuna casta, i sadù, "escono", invece, da ogni gerarchia, da ogni posizione sociale; sopra le parti, al fianco di chiunque abbia gli occhi e le orecchie per le carezze del vento e un sorriso per gli altri compagni di questo peregrinare non richiesto.
la donna, in questo sistema tipicamente indiano e indipendentemente dalla casta di appartenenza, e' vincolata da obblighi di vario genere, familiari e sociali. inoltre, in uno stato dove e' numericamente inferiore agli uomini, si potrebbe dare credito alle voci che vogliono ancora viva la prassi di una selezione tanto innaturale, quanto al di fuori di ogni concezione umana.




Programma:

18 marzo: CONGO E KENYA

Proiezione de Questo è il mio paese, mi chiamo Ngoino a cura di Adriano Foraggio

Mostra fotografica a cura di Nello Petrucci

A seguire dibattito e buffet con piatti tipici


25 marzo: INDIA la liberta' di avere una opportunita' di vita decente "per evitare che, in India, orfani diventino pezzi d'uomo scelti, merce indispensabile per facoltosi di ogni parte del mondo e per dargli la possibilita' di riuscire a capire che vi e' un'altra via, meno globale, universalmente piu' sostenibile"

Mostra fotografica a cura di Gennaro Cretella

A seguire buffet e piatti tipici



Durante le serate saranno raccolti fondi per le associazioni OSPER no profit e GANESH

Ingresso ore 20


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