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Retina.it - Ven 26 Settembre 2008

Il pubblico del Pompeilab avrà da scontrarsi con qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo per questo centro di aggregazione. Ebbene il 4° venerdì di settembre sarà la volta dei Retina.it, duo pompeiano di musica elettronica e, di 3 videomaker ovvero, Pier Paolo Patti, Antonello Matarazzo e Cuttincats. Il gruppo con una carriera decennale nel settore, ha un curriculum di tutto rispetto, nati negli anni '90 sotto il nome di Qmen, Lino Monaco e Nicola Buono insieme al Dj Rino Cerrone, rappresentano una delle prime realtà techno della zona vesuviana, tuttavia il loro interesse, più incline alla ricerca, li porta in seguito a dedicarsi allo studio di nuove soluzioni sonore e a dare il via al progetto Retina.it, che impressiona subito la Hefty Records di Chicago e per la quale pubblicano Volcano waves (2001), loro LP d’esordio. Successivamente il duo, insieme a Marco Messina (99 Posse), da vita nel 2003 ad una propria label, Mousike Lab, che pubblica nello stesso anno Opinio Omnium, primo lavoro dei Resina, sintesi dei nomi Retina.it più lo stesso Marco Messina.
La novità di questo evento sarà però la partecipazione di 3 videomaker che soddisferanno un'altro bisogno sensoriale, ovvero quello della vista. Quindi si alterneranno sul nostro palco, PierPaolo Patti, diplomato all'istituto Europeo di Design con una tesi di videanimazione, dal '98 presenta le sue opere di pittura e videoinstallazione in esposizioni a Roma, Napoli, S. Agata de' Goti, Pompei, Salerno. Oltre alle numerose collaborazioni con i sopra citati Retina.it, collabora anche con Maurizio Martusciello, Baba Sissoko, Maurizio Capone e Bungt e Bangt. Nel 2002 crea insieme a Stefano Cormino il marchio di produzione Mastrofabbro e nel 2005, la sua Videoinstallazione Compianto è la 1ª opera classificata nella rassegna premio Fair.play. Poi sarà la volta di Antonello Matarazzo, pittore, regista e video artista. Ha lavorato come costumista e aiuto regista al Teatro Bellini di Catania. Dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive. Il suo lavoro si colloca nella più recente tendenza Medialismo intesa come integrazione dei vari media (fotografia, pittura, video ecc.). Nel 2000 esce il suo cortometraggio d'esordio, The Fable (18° Bellaria Film Festival) – prodotto da Fuori Orario (Raitre). Nel 2006 la 42° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro dedica una retrospettiva completa al suo lavoro. Le Università di Brera, Chieti, Genova, Salerno, Pisa e Cambridge hanno proiettato suoi cortometraggi a scopo didattico. E per finire avremo il piacere di assistere alle performance di Cuttincats ( Loop-o, Coni&Bastoncelli)
progetto di sperimentazione visiva nato ad Avellino alla fine nel 2003 dalla collaborazione tra Angelo Penna e Gianni Papa uniti dall'interesse per il video e le sue interazioni con lo spazio e il suono. La loro ricerca è improntata alla costruzione di ambienti visivi tramite i linguaggi dei new media ed è caratterizzata da un approccio balbuziente e naif nella sperimentazione delle possibilità
espressive delle tecniche video, viste più come pratica linguistica che come mezzi di produzione artistica. Il duo Irpino spogliandosi dalla velleità di creare arte evita percorsi programmatici e si muove a 360 gradi tra i territori del Vjing da club a performance più strutturate sperimentando modalità sempre nuove di interazione tra tecnologia e contesto performativo.
Dunque una serata questa in cui il pompeilab si trasformerà in un videodrome, e dove soprattutto non basterà tenere aperte le orecchie per ascoltare, ma anche spalancati gli occhi per vedere.

www.myspace.com/retinait

www.retinait.com

www.antonellomatarazzo.it

www.pierpaolopatti.net


INTERVISTA AI RETINA.IT
RETINA.IT Due o tre cose sulla musica elettronica

Serata di spessore al Pompeilab dal respiro internazionale, quella che ci hanno regalato i Retina.it. Gli intellettuali della musica elettronica, esecutori in tutte le sue forme, che attraverso modulatori, filtri, tagli e missaggi creano sonorità che animano la nuova scena del fenomeno dell’elettronica.
Grande performance dove hanno presentato alcuni dei nuovi brani del prossimo album in uscita, Brood, in collaborazione con John Hughes, il boss della Hefty Records, loro etichetta discografica.
Quindi, gli inediti Brood XIII e Attack Lemanu, si sono mescolati a Zucchine alla scapece, Apeiron brani che fanno parte della raccolta Semeion. Lino Monaco e Nicola Buono, i Retina.it, hanno fortemente voluto che la loro esibizione fosse accompagnata dalle immagini di tre grandi video maker, perché, dicono: la musica elettronica, si dice che è poco comunicativa, perché c’è poco da vedere, quindi, si ha l’esigenza di un elemento visivo per catturare l’attenzione e, l’elettronica si sposa ben volentieri all’immagine, al contenuto video.
Antonello Matarazzo con la sua Metamorfosi dei Volti, grande esponente del Medialismo che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, molto apprezzato alla Biennale di Venezia, i suoi video sono trasmessi frequentemente dalla Rai, etc.
Pier Paolo Patti, la sua opera raffigurava la Caccia, con elementi che ben si accumunavano bene al Pompeilab. Come vicino, infatti, ha un macello. Patti predilige installazione con immagini cruenti e noir, opere disturbanti, come nella sua seconda istallazione, Apercezione tematica 2, dove si vede un uomo che viene soffocato da una maschera antigas.
Infine, i vjing, Cuttincats, che con la loro tecnica di tagliare immagini e ricomporle, hanno creato un’atmosfera psichedelica, quasi disco light dai variegati colori.
Per i digiuni di musica elettronica ci siamo fatti spiegare due o tre cose dal leader dei Retina.it, Lino Monaco.

Il vostro ultimo album ha per titolo, Semeion. Cosa significa e, che importanza date a questo nome?
Semeion, deriva dal greco, e significa segno, indizio. Essendo una compilation questo titolo si adattava bene. Tutti segni lasciati in passato dal 2001 al 2006 e, ricollezionati per l'occasione. Vi è anche qualche inedito, come Oiu, un titolo che non ha un significato.

Con quale criterio avete scelto i pezzi da inserire?
La scelta dei pezzi è stata fatta direttamente dall’etichetta, più che da noi. John Hughes, il nostro discografico, preferiva mettere su cd le varie tracce uscite in 12’ pollici nel 2001: Apeiron, Per Assurdo, Comunicazione Postmoderna, Civiltà meccanica.

Sempre titoli strambi, ma gli date un valore?
Non sempre rivestiamo di significato un titolo, dipende dal grado di follia che stiamo attraversando in quel momento

Anche il nome del gruppo, Retina.it…
Retina significa ‘a retina pe’ piatt. No, scherzo, ma abbiamo questa mania, quasi pseudo scientifica, di trattare la musica elettronica come un elemento di ricerca e, ciò ti porta a scegliere dei nomi improbabili. Comunque, Retina si presta a diverse interpretazioni. Può essere benissimo, tanto la retina per i piatti che la Retina (Ercolano) osservata da Plinio quando veniva coperta dalla lava.
La vostra musica elettronica è pura o subisce delle influenze?
La contaminazione è inevitabile in tutti i generi. Cerchiamo sempre di non essere troppo contaminati, ogniqualvolta ci accorgiamo di ciò, ci allontaniamo. Anche se è musica elettronica, c’è molta improvvisazione. Quando siamo in studio, abbiamo l’abitudine di registrare anche delle lunghe sessioni, per poi editare quello che abbiamo registrato e, quindi di levigare anche le probabili influenze.
Prima era diverso, non si aveva questa tecnologia che ti consentisse di fare un editing accurato. Prima si usava registrare, tutto quello che improvvisavamo, su un registratore digitale, per cui da lì usciva la traccia. Non avevamo dei punti fissi, tutto quello che si ascoltava era la reale esecuzione, in quel momento, del testo.


Ma quali sono gli strumenti usati nella musica elettronica?
Ormai si può fare musica elettronica solo avendo un laptop, un computer. Uno strumento che si trova in tutte le case. Per chi è appassionato e, inizia ad avere dei punti di riferimento, che sono gli strumenti esterni, oggetti fisici e non virtuali, ricreati dal computer, esiste un panorama di strumenti che va dal synth digitale al modulare analogico,strumento che veniva usato anche negli anni 70, il cui suono ricreato è dovuto dalle combinazioni dell’energia elettrica, che poi alla fine diventa suono attraverso passaggi, filtri, modulatori, etc.

Abbinate anche un testo alla musica?
Siamo nati con l’idea di fare solo musica elettronica. La voce è uno strumento che, fino ad oggi, non ci ha mai stimolato. Abbiamo usato campioni di voce, tagliuzzamenti etc. Ma la voce usata come strumento, melodia, come aggancio portante per il pezzo non ci ha mai interessato. Pensiamo che la musica elettronica senza voce si presta bene agli scleri mentali.

Pensate, in futuro, di utilizzare anche la voce?
Proprio in questo periodo abbiamo fatto un esperimento del genere, con la mia voce. Io prima cantavo e, così abbiamo provato a mettere una strofa cantata su una traccia. È uscito un ottimo risultato e, quindi, non scartiamo l’idea che in futuro potrebbe avere dei risvolti.

Siete stati affiancati in compilation a nomi come Ryuichi Sakamoto. Che importanza date a questo?
È la classica masturbazione mentale. Sono artisti che abbiamo seguito, c’è anche Hosono, l’altro socio di Sakamoto, che appare in una compilation insieme a noi. Tutto ciò, sempre grazie alla Hefty, che ha un buon gusto musicale nel mettere insieme i pezzi e, scegliere gli artisti. Noi abbiamo fatto anche un remix di Sakamoto, Plantasho, che si può scaricare online su Stop-rokkasho.org, un tributo che ha fatto Sakamoto sulla questione dell’energia nucleare in Giappone.

State preparando un nuovo album di inediti?
C’è il lavoro, in via di definizione, che abbiamo fatto con John Hughes a Chicago, dove siamo andati diverse volte e, abbiamo preparato una serie di tracce, tra cui Brood XIII e Attack Lemanu, che abbiamo presentato al Pompeilab. Il titolo del progetto si chiama Brood, cioè, il fenomeno che si è avuto durante la nostra visita a Chicago. Ogni diciassette anni c’è un invasione di cicali Brood X, una specie rara che ha un ciclo riproduttivo di 17 anni, covano le uova e, dopo diciassette anni si schiudono e, Chicago si copre di miliardi di cicali e, si spostano sempre in sciami immensi con un solo suono all’unisono, che noi abbiamo registrato, quindi sulle nostre prossime tracce si sentiranno cantare le cicali.

Nicola Garofano


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