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Archivio Eventi


TeatroLab2018 giovedi 26 luglio 2018 ore 21:00 Lettera di nozze

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Lettera di nozze
libero adattamento de “La domanda di matrimonio” di Cechov
DIRETTO ED INTERPRETATO DA VALERIA IMPAGLIAZZO E TOMMASO SETARO.

Sinossi
“La domanda di matrimonio” è un atto unico di Cechov scritto nel 1888. Ivan Vasilevic Lomov si
presenta in casa Stepanovic Cubukov per chiedere in moglie Natalia Stepanovna. Le due figure
appaiono da subito estremamente ridicole e figlie di una borghesia contadina che nasconde
l’avidità dietro le buone maniere. Avidità che prende il sopravvento persino su una proposta di
matrimonio che non fa neanche in tempo a venir pronunciata. Così partendo da una piccola
disputa sulla proprietà di un prato i due continueranno a scambiarsi invettive in un crescendo di
battibecchi comici dallo scoppiettante finale.

Nota di regia
Questo adattamento non si allontana dallo spirito dell’opera originale (attualissima per forme e
contenuti) ma semplicemente la porta ad un punto più essenziale. Il focus infatti è su Ivan e
Natalia, due esseri puerili, capricciosi e prigionieri di sogni volgari che mostrano la loro miseria
smantellando a poco a poco tutte le sovrastrutture della loro posizione sociale e della loro
appartenenza di genere.

Con Tommaso Setaro & Valeria Impagliazzo
Ultimo spettacolo della rassegna Teatrale al #PompeiLab


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BUH Concerti e Ferro 3.0 in collaborazione con Pompei Lab presentano: FAKE BEACH PARTY Giancane live venerdì 20 luglio -- start 22:00

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Componente del celebre gruppo romano “Il Muro del Canto”, Giancane è un cantautore dal grande senso dell’umorismo e dalla chiara vocazione country.
Il suo primo album si chiama “Una vita al top” ed è uscito alla fine del 2015, preceduto solamente da un EP, “Carne”, venduto in comodi vassoi in polistirolo da macelleria. “Una vita al top” è un album country-neomelodico, d’orientamento western, ricco di rime selvagge.
Il tour di “Una vita al Top” e “Una vita al Top Deluxe” conta oltre 150 date di presentazione in tutta Italia, compresi diversi SOLD OUT.
Il 16 giugno 2017 esce “LIMONE”, il primo singolo estratto dal nuovo disco di inediti. Il video, prodotto è prodotto da Chef Rubio, con la sua società di produzione audiovisiva indipendente TUMAGA, e Image Hunters, apprezzata film company romana.
“Ansia e Disagio” è il titolo del nuovo disco di inediti di Giancane, uscito il 24 novembre per Woodworm Label. L’album, composto da undici canzoni, racchiude osservazioni pungenti, ironia e una profonda curiosità nei confronti degli stati ansiosi, propri o altrui. Senza dismettere la vocazione folk’n’roll e country-neomelodica che l’hanno reso celebre, Giancane inaugura una nuova stagione compositiva, inventando una nuova grammatica cantautorale di chiara provocazione e vocazione popolare, adatta a qualsiasi età.
Come rivela la copertina, il booklet del disco contiene 11 giochi, uno per ciascun brano del disco, ispirati alla Settimana Enigmistica e dedicati all’ansia e al disagio: cruciverba, rebus, enigmi e passatempi.


ticket 5€

Media Partner:
Music Coast To Coast
Le Rane
Radio Booonzo
Ecosuoni
Disorder.
Dissonanze Records
Labulab design

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TeatroLab2018 Giovedì 19 Luglio 2018 ORE 21:30 HOPE Saggio "Laboratorio teatrale d'improvvisazione"

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Hope. Tracce di vita.
Testi di Luigi Sinacori e Mariano Mastuccino; adattamento e Regia di Luigi Sinacori.
Interpreti (in o.d.a.): Gianluca Pisapia, Francesca Cretella, Maria Fiungo, Federico Santucci,
Luigi Sinacori, Licia Castellano, Mariano Mastuccino.
Accompagnamento musicale di Lorenzo Cammarano.
Hope. Tracce di vita è scritto a quattro mani da Luigi Sinacori e Mariano Mastuccino, che
hanno curato distintamente i tre quadri, e abbraccia da tre punti di vista differenti un tema
centrale comune: la speranza.
Si dice che la speranza sia l’ultima a morire; eppure la quotidianità e l’eterno presente
percepito, rendono molto complicata la possibilità delle giovani generazioni, ma anche delle
meno giovani ancora non disilluse, di portare il proprio sguardo oltre il futuro prossimo. Per
questo motivo i due autori hanno cercato di tradurre delle spinte emotive molto forti, che
nascono dall’attualità o dalle riflessioni personali poi condivise col proprio gruppo artistico,
in storie che possano essere universali.
I tre quadri appaiono molto diversi tra loro per stili, atmosfere, influenze e linguaggio.
L’intenzione degli autori, infatti, era di offrire uno spettro più largo possibile di situazioni e
ambientazioni, per sottolineare la trasversalità del tema.
In Adesso partiamo viene ricostruito il flusso di coscienza di un migrante che attende di salire
su un barcone diretto verso l’Italia ri-costruendo, de-costruendo e ri-valutando quella scelta
così sofferta che lo porterà verso un futuro ignoto e difficile di sacrifici e privazioni, e che lo
allontana da un più noto, ma altrettanto difficile, presente di guerra e miseria.
In Binario d’emergenza tre passeggeri di un simbolico treno fermo in una realtà
apparentemente sospesa di spazio e tempo, affrontano un’eterna attesa e un’eterna convivenza
forzata e sfiancante, illudendosi o disilludendosi su quello che li aspetta, su un orizzonte di
vita talmente sconosciuto e inconsistente che a tutti gli effetti si materializza e si smaterializza
senza soluzione di continuità ai loro occhi.
In Specchioriflessa una donna abbattuta e devastata da una grave malattia combatte con
l’abbandono di sé stessa e con un attaccamento alla vita animale e istintivo, distruggendo la
possibilità di relazioni sociali.
Hope ci presenta un quadro drammatico del genere umano pronto, però, a rialzarsi dalle
sconfitte quotidiane e non. Ci parla di migrazioni, solitudini e altre piccole battaglie quotidiane.

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TeatroLab2018 Domenica 15 luglio ore 21:00 " Napucalisse "

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Il Vesuvio è un vulcano dormiente, che sogna nel pericolo costante, ma destinato periodicamente svegliarsi. Dorme e veglia, prepara la veglia, prepara le casse di un funerale già; programmato in tutti particolari, ma con l’ipocrisia della fertilità, della bellezza apparente della superficie dei paesaggi dell’abbondanza. Il Vesuvio è; il doppio, come in teatro la sua visione è moltiplicata dai vettori sensoriali di chi lo interpreta e da chi lo ascolta. Il Vesuvio quando dorme accumula, accumula collera, violenza, indignazione, esplosione di morte che rinasce nella fertilità della terra e della vita. Il Vesuvio è il vulcano di Napoli. Il Vesuvio è Napoli: è il suo bilanciere d’orato di cocaina, il termometro nel culo di chi ha una febbre che non guarisce mai, lo specchio che si spacca ferendo a morte, in sangue di sacrificio necessario alla creazione, per poi ricomporsi da capo col nostro sangue, che a differenza di quello di S. Gennaro è “ghiarzo”, arso, scottato nel suo indotto ribollire. Il vulcano è anche un creatore, generatore, è una “vammana”, una levatrice di bastardi, una nutrice di esposti, di orfani dell’anima, dal quale nasce ogni cosa. Dunque è Dio, concretizzazione cinica, poichè senza l’effigiata iconografica rappresentazione, in terra, della creazione, Dio nell’abbondanza, nel dar vita alla vita così, della terra, dei mari, degli oceani, dell’atmosfera, delle prime forme di vita, da cui ha preso poi vita l’uomo dal fango. Ma è anche la morte, fautore di morte, la mano di dio, esecutore di giustizia quella giustizia, anche spietata che Dio stesso non può applicare, nè vedere, nè concepire poichè inevitabilmente per leggi di natura coinvolge anche gli innocenti e non può per questo essere a sua immagine e somiglianza. Quindi crea il suo opposto, il diavolo sprofondandolo sulla terra, come in una leggenda antica che racconta come la figura di Lucifero sia legata alle pendici di tale monte, Somma, cima sacra rispettata e anche odiata. Lucifero un tempo angelo sprofondato per compiere il terribile, scelto da Dio tra tutti perchè, colui che lo amava di più, e solo chi ama ossessivamente può incattivirsi progressivamente e compiere meglio il male. Sulle ceneri i lapilli e l’ignimbrite lavica di questa schizofrenia, tra benessere e distruzione, vita e morte, giustizia e ingiustizia, coraggio e ignavia, camorra e onestà, omertà e denuncia, bene e male si muove l’uomo napoletano: ma catapultato in questa città figlia del fuoco e del diavolo, come un fauno, innocente nell’inconsapevolezza di essere, di pulsare, di vivere, di amare, come vive e ribolle la propria terra. Il napoletano è stato creato a immagine e somiglianza del suo territorio senza memoria: il Vesuvio non può avere memoria, poichè ogni volta che si sveglia il suo respiro distrugge il bello che ha creato in sonno e dunque disperato torna a dormire per immaginarsi un mondo migliore..

di e con MIMMO BORRELLI, musiche dal vivo di Antonio Della Ragione



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TeatroLab2018 Domenica 8 Luglio ore 21:00 " Un finto Reale "

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Un finto reale ovvero le buffe avventure di re nasone. Il re più longevo e strampalato della storia di Napoli. Nello spettacolo si racconta la vita di un uomo diventato re per uno strano scherzo del destino di nobili origini ma con un animo e un cuore profondamente plebeo non a caso fra i vari epiteti è passato alla storia come re Lazzarone. Nonostante il suo carattere greve simpaticamente rustico donnaiolo buffone e poco coraggioso si è dovuto districare suo malgrado con gli eventi nefasti del suo tempo la rivoluzione francese la rivoluzione napoletana la restaurazione e fra una tragedia e l'altra è riuscito a governare per 65 anni. Nello spettacolo lui si trova al teatro San Ferdinando mentre assiste ad una farsa di pulcinella e in una pausa fra il primo e secondo atto mentre divora un fumante piatto di maccheroni con le mani parlando col suo fido servitore Domenico Cattaneo prendono vita i suoi ricordi. Ma purtroppo l'arrivo dei francesi interrompera' drasticamente il goliardico momento. Lo spettacolo è una straordinaria prova d'attore dove il recitante interpreta ben 12 personaggi: pulcinella ferdinando bambino maria carolina san Gennaro napoleone Carlo 3 il munaciello il boia e fra diavolo. uno spettacolo accattivante allegro coinvolgente.


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Sabato 7 Luglio 2018 "Bonzilla" start ore 22:00

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Sono stati 3 mesi lunghi e rigidi per Bonzilla nella fredda terra degli Yankees. Di giorno vagava per per ore solitario nella “the cream city” in cerca di cani randagi, facili consolazioni e cuori intristiti. Di notte, poi, sotto un cielo terso ed una aria gelida, cercava rifugio, con la sua telecaster 90’s, nel lurido sottoscala del folle suonatore di tamburi. Le scintille divampavano dagli amplificatori, mentre le pelli dei tamburi prendevano fuoco, riscaldando così la stanza a temperature tropicali. Nuovi riff si diffondevano nell’etere, scatenando gli istinti più primordiali e facendo scuotere le menti già inebriate da fiumi di whiskey. Nei pochi momenti di lucidità Bonzilla raccoglieva le note e le grida profuse in quei momenti di follia, registrandole su di un Fostex 4 tracce a cassette.

#Bonzilla ora è tornato ed ed pronto a fare razzia nel Bel Paese, con la sua rabbia distruttiva, a ritmo di puro rock.
Link FB:www.facebook.com/bonzillaita/
Instagram : instabonzilla

membri del gruppo :
Giovanni Vicinanza - Voce & chitarra
Raffaele Carotenuto Drummer - Batteria
Giovanni macchiaverna - Basso
Raffaele Polimeno - Synth



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TeatroLab2018 Giovedì 28 Giugno Ore 21:00 " Margherita "

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Margherita sembra un’insegnante, ma nel delineare questa figura l’autore non pensa soltanto all’istituzione scolastica ma alle mille forme che può assumere l’autorità, alle coercizioni più sottili, alle strutture educative che non possono non essere impositive e verticali. L’aula di insegnamento rispecchia il potere della famiglia, il potere dello stato sui cittadini e, infine, quello dell'attore sul pubblico. Non a caso il testo fu scritto da Athayde quando in Brasile governava la dittatura militare.

Margherita sembra una donna, la maestra, la cultura, la scuola, la legge, la violenza, l’insegnante, la contraddizione, l’autorità, la ironia, la intelligenza, la lotta, la sconfitta, la pietà…la vita in tutte le sue contraddizioni tali come la natura che procede inarrestabile il suo corso

Margherita sembra l’arte che urla alla mondo la sua verità.
In questo allestimento si è scelto di dare voce alla “parola” non tralasciando nessuna sfumatura; partendo da due colori il nero della lavagna ed il bianco del gesso… Questa Margherita è una donna piena di ironia, autoironia, razionale al punto da sforare nella follia, sfila una marea di parole, esempi, aneddoti, per comunicare disperatamente con i suoi interlocutori. E’ la bambina sola nella sua stanza che gioca “alla scuola”, che per sentito dire sa cosa si fa ma non esattamente come. E racconta tutto quello che sa, che pensa che ricorda senza curarsi minimamente dell’effetto sull’interlocutore, come uno specchio in cui riflette se stessa

Energia allo stato puro: la fatica del vivere

Il messaggio di questo allestimento è L’autoironia, in primis, perché è il solo modo di scusarsi per i fallimenti, è il solo modo di trascorrere il tempo insieme giocando a far finta di, valutare e vivere in base alle valutazioni altrui e proprie.

Secondo spettacolo della stagione Teatrale 2018
Adattamento,regia,interprete : Ade Laide




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Mercoledì 27 Giugno 2018 ore 19:00 "Io,Lauro e le rose " presentazione libro.

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L'evento è promosso in collaborazione con Sepofà - Comunicazione e Promozione Editoriale e Culturale. La presentazione rientra negli eventi di avvicinamento al Pompei Pride.

Mario Artiaco, 43 anni, napoletano.
Primo autore autopubblicato ad essere invitato al Salone internazionale del libro di Torino.
Da aprile 2017 ad oggi più di 80 presentazioni in tutta Italia. Ancora in piena attività e con un lungo calendario in perenne aggiornamento.
0...
SINOSSI:
Tre amici e le loro bravate, l’ingenuità, il sogno, l’incoscienza, la malattia, l’omosessualità, gli abusi e “la
morte che pone fine a una vita, non a una relazione”.
Due registri diametralmente opposti, il giorno e la notte, la gioia e il dolore, scandiscono il ritmo e le sensazioni.

Il primo all’insegna dell’adolescenza, dei giochi, la spensieratezza, o presunta tale, e un viaggio che segna
la fine di un’epoca. Il viaggio più strampalato e impraticabile cui si possa ardire.
L’altro registro assume toni e circostanze drammatiche e anche l’inesorabile e lento spegnersi del protagonista
finisce in secondo piano spodestato dai racconti della sua adolescenza.
Il progressivo disvelarsi dell’omosessualità di Raffaele si impossessa della scena ma le scoperte circa la sua
malattia e la sua convivenza con don Peppino, benefattore incontrato all’oratorio del Santuario della Madonna
di Pompei, rubano la scena e infittiscono la trama.
L’ordine cronologico non viene rispettato. Raffaele racconta, e chiede di raccontare, avvenimenti assolutamente
disparati nei toni, nei tempi e nelle ambientazioni. Il suo umore e le sue condizioni fisiche la fanno da
padrone. Il tempo stringe e non intende terminare il suo viaggio terreno tormentato da rimorsi e rimpianti.


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Mercoledì 27 Giugno 2018 ore 19:00 "Io,Lauro e le rose " presentazione libro.

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L'evento è promosso in collaborazione con Sepofà - Comunicazione e Promozione Editoriale e Culturale. La presentazione rientra negli eventi di avvicinamento al Pompei Pride.

Mario Artiaco, 43 anni, napoletano.
Primo autore autopubblicato ad essere invitato al Salone internazionale del libro di Torino.
Da aprile 2017 ad oggi più di 80 presentazioni in tutta Italia. Ancora in piena attività e con un lungo calendario in perenne aggiornamento.
0...
SINOSSI:
Tre amici e le loro bravate, l’ingenuità, il sogno, l’incoscienza, la malattia, l’omosessualità, gli abusi e “la
morte che pone fine a una vita, non a una relazione”.
Due registri diametralmente opposti, il giorno e la notte, la gioia e il dolore, scandiscono il ritmo e le sensazioni.

Il primo all’insegna dell’adolescenza, dei giochi, la spensieratezza, o presunta tale, e un viaggio che segna
la fine di un’epoca. Il viaggio più strampalato e impraticabile cui si possa ardire.
L’altro registro assume toni e circostanze drammatiche e anche l’inesorabile e lento spegnersi del protagonista
finisce in secondo piano spodestato dai racconti della sua adolescenza.
Il progressivo disvelarsi dell’omosessualità di Raffaele si impossessa della scena ma le scoperte circa la sua
malattia e la sua convivenza con don Peppino, benefattore incontrato all’oratorio del Santuario della Madonna
di Pompei, rubano la scena e infittiscono la trama.
L’ordine cronologico non viene rispettato. Raffaele racconta, e chiede di raccontare, avvenimenti assolutamente
disparati nei toni, nei tempi e nelle ambientazioni. Il suo umore e le sue condizioni fisiche la fanno da
padrone. Il tempo stringe e non intende terminare il suo viaggio terreno tormentato da rimorsi e rimpianti.

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Domenica 24 Giugno 2018 TeatroLab2018 "Visite"

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Chico è un uomo ormai maturo. Sembra avere raggiunto un equilibrio impeccabile, ricco uomo d’affari, è
sicuro di sé e, nonostante la sua vita monotona e solitaria, sembra aver trovato la sua tranquillità in un
elegante appartamento di Londra, dopo essere andato via tanti anni fa dal suo paese di origine, il Perù. Ma è
proprio quando meno se lo aspetta, che una visita inattesa lo trascinerà indietro nel tempo a fare i
conti col suo passato. A bussare alla sua porta è Raquel, donna misteriosa e attraente, sorella di Paolo, suo
vecchio amico di infanzia, compagno di adolescenza e di vita. Chico non vede Paolo da 35 anni, da quando
quest’ultimo è partito in Europa per dimenticare un episodio che ha sconvolto la vita di entrambi, un punto di
rottura da cui non si può tornare in dietro. Ma Raquel chi è in realtà? Perché Chico non ha mai saputo
della sua esistenza in tanti anni? E soprattutto cosa vuole da lui, perché riporta alla luce i dettagli più
segreti e intimi della loro amicizia?
Paolo è scomparso, ma allo stesso tempo non ha mai lasciato Chico. E proprio Raquel è la trama dalla
quale si snoda il filo della ragnatela di finzioni, menzogne e verità celate che metteranno Paolo e Chico l’uno
di fronte all’altro, come in uno specchio in cui i due si riflettono mettendosi a nudo, scavando tra ricordi che
fanno male. Ma, allo stesso tempo, ciò che fa male è anche quello che rende il passato più dolce, che regala
alla giovinezza quel sapore di bellezza e nostalgia che non tornerà più.

primo spettacolo in programma Ore 21:00

Regia di : Niko Mucci
Interpreti : Marcella Vitiello , Roberto Cardone.



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Sabato 23 Giugno 2018 "Hitesan" start 22:00

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Ferdinando Avagnale, in arte Hitesan classe '85 nasce a Castellammare di Stabia (NA), vive a Scafati (SA). Rapper, grafico pubblicitario, organizzatore di eventi e serate musicali. Grande appassionato di cultura giapponese si avvicina al mondo della musica e dell' HipHop come breaker prima e come writer dopo, ballando e disegnando, dipingendo insieme alla sua prima crew, l'UTK, esplicando una fantasia creativa già all'età di 14 anni.
Per capire chi è Hitesan basta vivere un live, sentire vibrare le sue armi, le armi di un artista: perchè pensa, riflette, cerca le parole nelle pieghe più
intime di sè e del mondo fuori e le canta con la grinta e la lucidità di un incazzato allegro.

www.facebook.com/Hitesan-225580800844446
www.facebook.com/ferdinante.avagnando


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TUTTI GLI ESSERI UMANI NASCONO LIBERI ED EGUALI IN DIGNITÀ E DIRITTI.

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Venerdì 22 giugno 2018 ore 19:00
In collaborazione con Pompei Pride, Pompei Lab, La Stazione presentano:

PRIDE MUSIC FEST

In occasione del pride che si terrà a Pompei il 30 giugno, invitiamo tutti a partecipare al #PrideMusicFest.

La musica il più forte mezzo di comunicazione, con la speranza che ci sia sempre un mondo migliore dove si possa crescere liberi e felici.

INFO EVENTO
Ore 19:00 Presentazione della serata

Ore 20:30 inizio concerto con :
Pennelli di Vermeer
Federa & Cuscini
Massimo Blindur De Vita ( Blindur)
Joseph Foll
Romito
Pedar
The Starfish

Ingresso con sottoscrizione libera.


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