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Sabato 5 Settembre ore 22:30 – Gerardo Attanasio in concerto

Gerardo Attanasio con il recente "I Canti dell'Ontano" è riuscito a mettere su disco l'essenza più profonda della sua ispirazione, producendosi in una carrellata di canzoni che, dalla più semplice alla più articolata, è avvolta in un intricato manipolo di suoni, a imitare la boscaglia e lo sciabordare dell’acqua, quell’ontano - un albero igrofilo - cui il disco è ispirato e dedicato (in un gioco semantico con “lontano”).
Il titolo dell’album nasce, come Gerardo racconta da un’ossessione che si porta dietro dai giochi d’infanzia. L’ontano è un albero che ha imparato a riconoscere. C’è un gioco di parole tra il nome dell’albero e l’avverbio lontano. Ogni canzone declina un tipo di distanza: dall’infanzia, dai desideri, distanza tra i sessi, desiderio di lontananze, di sfuggire alla vita di provincia, oppure di arrivare in un lontano che non è luogo fisico attraverso l’amore nella più vasta delle accezioni, distanza dalle gioie del sesso con “L’istinto”, il cui protagonista è derivato da Pavese; spavaldi amori platonici via chat, distanza dalla classe borghese a cui tutti ormai, più o meno, apparteniamo, ma che siamo pronti a criticare senza capire bene che cosa implichi farlo… insomma, varie distanze fino ad arrivare a quella finale, suprema… che è la distanza dalla vita: la morte. E’ un lavoro che risente del senso di precarietà diffuso. Ma non manca il riscatto, la luce fra le fronde. Non una volta fanno capolino nei testi le parole crisi, precariato o affini. Riflette il momento storico in maniera obliqua.

Questo imponente ciclo di canzoni - primo nelle intenzioni di una trilogia - potenziato da tecniche d’avanguardia rifinite ed esose da rendere obsolete le più avanzate tecniche dei passati cantautori. E’ in effetti la produzione la vera protagonista, più che le parole liriche e l’umore talvolta lezioso, in una compenetrazione, un’identità forte, e visionaria, tra compositore, musicista e produttore. Non ci sono solo suoni naturali ma anche effetti sonori, colpi di scena, deragliamenti, controcanti alieni…. per quasi un’ora di canzoni che meritano di essere scoperte da un pubblico sempre più vasto.


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