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Venerdì 11 Dicembre ore 21:00 dibattito con Fulvio Grimaldi "L'Italia al tempo della peste"

Il docufilm di Fulvio Grimaldi che illustra e denuncia i delitti "civili" e militari contro la vita, l'ambiente, la giustizia, la democrazia, la pace, perpetrati dai poteri nazionali ed internazionali, cui risponde una crescente coscienza e mobilitazione del popolo.
Il film illustra e denuncia le più significative aggressioni, volute da una strategia fondata sul disprezzo dell'ambiente e dell'autodeterminazione delle comunità: "L'Ilva di Taranto e le industrie dei veleni di Brindisi, i gasdotti per la Puglia, le Grandi Navi e il Mose a Venezia, le trivelle petrolifere in Basilicata, i traffici di rifiuti e delle discariche tossiche a La Spezia. E poi le basi e i poligoni della Sardegna, in Friuli, da Lampedusaal Camp Darby di Pisa. Ovunque, per opporsi a queste aggressioni all'ambiente, alla salute, alla pace, alla sovranità, si muovono mobilitazioni popolari."

Fulvio Grimaldi è un giornalista che nell'arco dei suoi 40 anni di carriera ha lavorato per la radio (BBC di Londra), per varie testate giornalistiche (Paese Sera, Giorni-Vie nuove, Abc), Lotta continua e dal 1986 alla RAI, soprattutto come inviato di guerra.

Nel marzo 1999, in polemica per la guerra alla Jugoslavia, ha lasciato la tv di Stato ed è passato a Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista. Qui ha gestito una rubrica chiamata "Mondocane" (parola che in seguito sarà il titolo di un suo libro) fino a quando non è stato allontanato dal quotidiano, nel maggio 2003, subendo un licenziamento a causa di contrasti politici, essendosi trovato in dissidenza con la linea di partito relativamente ad alcune questioni internazionali (Iraq, Palestina, Cuba e Jugoslavia); ha successivamente vinto la causa di lavoro contro il licenziamento subìto.

Ha poi lavorato all'autoproduzione di video-documentari su crisi globali e guerre, occupandosi quindi di politica internazionale: spiccano in particolare le sue posizioni filopalestinesi ed a favore dei processi di integrazione atto nell'America Latina. Inoltre è stato l'unico testimone italiano della strage di Derry del 1972 (Bloody Sunday), che ebbe modo di documentare ampiamente.[1] Si è occupato molto della ex-Jugoslavia, rimproverando una visione unilaterale da parte dell'informazione "ufficiale", da lui ritenuta antiserba e filocroata.

Si è anche occupato di ambiente: degni di nota i suoi servizi su Rai 3 - anche per la trasmissione Meteo3, condotta in alternanza con Liliano Frattini - in cui appariva accompagnato dal suo onnipresente cane, un bassotto di nome Nando.

È da ricordare anche una sua partecipazione come attore cinematografico, in un cameo nel film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, del 1970, in cui interpretava il ruolo di Patané, un giornalista del quotidiano Paese Sera. È apparso poi due anni dopo anche nel film di Paolo Cavara Los amigos.


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