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Homenatge a Barcelona

C'è uno spigolo di verità in una costruzione senza spigoli. Il resto è tutta finzione, fottutissima e meravigliosa finzione.
La verità è che Gaudi in ogni sua opera ha messo la sua verità, religione, scienza, pura architettura, saggezza.
Il resto è tutta fantasia, marina e terrestre, una fluttuante fantasia che il visitatore percepisce nel momento in cui sale le scale di Casa Batllò giungendo nel salone, ampio, con quelle vetrate, specchi-armadio a muro, vetri-caleidoscopio che riflettono un mondo di colori fantastici.
Entrare nella Casa Batllò è come entrare nel ventre di una balena. Un'opera da guardare e toccare, da sentire. Spine di pesce, animali marini, onde del mare, cin cin.
Oltre c'è il paseo de Gracia, col suo traffico, il suo casino, il suo passeggio.
Barcelona si svela, con tutto il suo calore, con le sue vesti novecentesche, la sua grazia, senza spigoli. Rimani abbagliato, arrabbiato da tanta bellezza, da tanta vita.
Barcelona è un transessuale che cammina per strada, nudo, che guarda i passanti nel Barrio Gotico e li sfida.
Barcelona è un multiculturale modo di pensare, amore libero, caos, gioia, musica, crocevia di pensieri e culture provenienti da mondi diversi.
Barcelona è la voce di Gilberto Gil che canta “Desde que o samba é samba” ascoltata per caso in uno dei bar della Playa.
Barcelona è un'emozione forte, dritta al cuore, inebriata dalla vodka messa gentilmente a disposizione da Afef e Sahla.
Barcelona è la chitarra di Vincente Amigo.
Barcelona non è solo turismo, discoteche e locali ma è un puzzle di mille esperienze, mille piccoli tasselli, che, messi insieme, danno il ritratto di questa magnifica città.
Barcelona è una città che vive, pulsa, e il suo cuore è la Rambla, un universo di gente dove si sentono profumi, odori, dove si respira allegria, felicità.
Barcelona è il contrario di tutto ciò che ho scritto, è solo un ricordo che non vuol svanire, l'istante in cui la mano di un pianista si appresta a toccare i tasti di un pianoforte.

(francesco bove)


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