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Dario Fo torna a Napoli con il Mistero Buffo

Si sente solo Dario Fo sul grande palco dell'Arena Flegrea di Napoli, tanto da trascinare con sé dalle ultime file il pubblico che affolla le gradinate, piccolo anfiteatro personale prima delle quinte. Regolate le luci e i contrasti, quell'uomo su quello stesso palco diventa un gigante, lo riempie con la sua presenza, arriva fino all'ultimo scalino riproponendo uno spettacolo che è sempre lo stesso da quarant'anni eppure ogni volta è diverso. Mistero Buffo, scritto a quattro mani con Franca Rame, è un'opera in continua evoluzione, chi la conosce esulta all'annuncio di ogni pezzo, chi non sa ancora cosa aspettarsi si stupisce di come a più di ottant'anni l'attore drammaturgo e premio Nobel riesca ancora ad interpretare La fame del Zanni contorcendo il volto in una mimica sovraespressiva e il corpo in acrobazie da mimo.
Dopo ogni introduzione ai suoi misteri buffi, dove il tema religioso è buffo nella misura in cui buffa è la reazione del popolo a rituali arcani e riti collettivi, comincia un susseguirsi di suoni, quelli del Grammelot, linguaggio ripreso dai comici della commedia dell'arte che tramite l'uso di suoni onomatopeici, poche parole sensate e molta modulazione vocale riuscivano a farsi comprendere da popoli diversi eludendo le leggi censorie che proibivano l'esibizione in lingua.



Dal dialetto piemontese che descrive la fame atavica del Zanni, il povero tra i poveri, e i succulenti prodotti della sua immaginazione culinaria, a un piccolo grammelot croato, dai versi in "francese antico" di Scapino e il Signore, ad una unione di lingue per rappresentare la reazione dei fedeli al miracolo della resurrezione di Lazzaro. Per poi arrivare al gran finale, con un Fo che si sdoppia nell'impersonare l'arroganza di Papa Bonifacio VIII e quella di Gesù Cristo in corteo.

La satira politica e l'umorismo dell'ironia convivono nelle parole del premio Nobel, che ha regalato al pubblico di Napoli una delle sue ormai rare apparizioni.

All'interno del Festival d'Oltremare, nato dalla collaborazione tra il Napoli Teatro Festival Italia e il Teatro San Carlo, il Mistero Buffo costituisce l'ultimo appuntamento del mese di luglio, mentre saranno le scenografie orientali della Madama Butterfly di Puccini, reinterpretate dalla regia di Fabio Sparvoli, a concludere l'edizione, il 7, 9, 10 e 11 agosto.



Ilaria Del Prete
(www.capitoloprimo.it)


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