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Questione rifiuti: L'ASCIA E RADDOPPIA

Gli ultimi giorni sono serviti al Movimento per fare ulteriore chiarezza sulle ambigue posizioni delle istituzioni locali in merito alla catastrofica realtà vesuviana fatta di discariche e puzza. Tre giorni in cui abbiamo stanato i sindaci Langella ed Auricchio ed abbiamo accertato la “morte” del sindaco Borrelli. Alla fine del tour un solo dato emerge con chiarezza: le autorità locali, complici e vendute al sistema, non hanno messo in campo nessuna azione per salvaguardare la nostra terra e la nostra salute. Emerge nettamente l’impegno della politica nostrana, in combutta con il commissariato di governo, regione e provincia, a perseguire azioni che non modificano di una virgola lo scenario che da decenni ormai condanna la Campania ad essere lo sversatoio dell’intera Europa. Abbiamo a che fare con un manipolo di faccendieri che attraversano finte iniziative, finte rassicurazioni, finte di corpo, ingannano le attese e le aspettative di noi tutti. E’ patrimonio collettivo che la città della munnezza è bella che costruita: alle ortiche quindi qualsiasi ideologo riferimento al turismo, ai prodotti tipici, alle bellezze naturali, alla coltura del territorio. Chiunque ancora vaneggia di tali possibilità non fa altro che mistificare la realtà oggettiva, propagandando idee buone solo per una perenne campagna elettorale.

Il piano d’immanenza ci dimostra che: c’è un’unica volontà, quella di rendere concretamente operativo il progetto di sviluppo contenuto nella scellerata Legge Regionale n° 75 che prevede tra l’altro la costruzione di altri tre inceneritori e l’apertura di altre discariche tra cui la famosa Cava Vitello. E’ notizia accertata che un protocollo d’intesa tra Bertolaso & Co., regione, Unità Stralcio, ASIA è stato sottoscritto per finanziare la costruzione di un’altra strada (Nespole della Monica) e le relative infrastrutture terminando così il circuito per il trasporto dei rifiuti nelle cave del Parco. Questo accordo fa piazza pulita di tutte le chiacchiere fatte circolare in merito alla non apertura della Cava Vitello. Infatti, a cosa servirebbe sprecare ulteriore denaro pubblico se fra pochi mesi (come cantano le sirene della partitocrazia nostrana!!!) la giostra dovesse fermarsi? Nel frattempo la capacità di ingoiare veleni della SARI viene aumentata a dismisura, visto che le 600.000 Tonnellate previste dall’originale progetto criminale sono state abbondantemente superate.

Gli equilibri politico-imprenditoriali-mafiosi ad oggi non sono stati messi in discussione da alcuno. Ciò dimostra che il business legato ai rifiuti continua ad ingrassare gli artefici del nostro avvelenamento. Nessun ente, come previsto dall’Articolo 32 della Costituzione, si è attivato per controllare lo stato di inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo. Men che meno sono stati in grado di prevenire, con politiche ad hoc, i sicuri nonché certificati (Istituto Nazionale di Sanità) danni alla salute pubblica.

A questo punto il presente ed il futuro delle nostre esistenze è soltanto nelle nostre mani. Non serve stare rinchiusi in casa come topi ad attendere peggior fine, non serve metter la testa sotto la sabbia.

Servirebbe, invece, da parte dell’intera popolazione uno scatto di dignità – calpestata e umiliata continuamente da una classe dirigente massona, collusa e corrotta – per riconquistare il diritto a scegliere, in autonomia, il modo in cui vogliamo vivere.

Solo chi lotta può perdere, chi non lo fa ha già perso.



MOVIMENTO DIFESA DEL TERRITORIO AREA VESUVIANA

COLLETTIVO AREA VESUVIANA


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