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CI VEDIAMO AI BAGNI

I ricchi Romani di duemila anni fa avevano il viso lungo. “I bagni di mare eccitano e sviluppano il corpo” osservava Plinio il Vecchio. Tra le località più alla moda, quelle a portata di biga per intenderci, ritrovo di imperatori e patrizi, c’era Baia, splendida insenatura vicino a Napoli, dove il mitologico Ulisse seppellì il fedele Bajos, il compare dell’ubriacatura al ciclope Polifemo. Chi poteva si costruiva una villa, possibilmente enorme e lussuosa. E a quanto pare poterono permetterselo personaggi come Giulio Cesare, Pompeo Magno, Marco Antonio, il poeta Lucullo e il grande Cicerone. Frequentava Baia lo sbarbato Caligola, il barbuto Commodo (quello che Ridley Scott ha fatto morire nell’arena sotto i colpi della bella copia di Massimino il Trace), Claudio, Domiziano e Adriano … tutti imperatori. E’ nella villa di Baia che il perfido Nerone ha fatto ammazzare la madre Agrippina e la zia Domizia Lepidia. Approdo della potente Cuma, fu il luogo più decantato e frequentato per le sue delizie ambientali e per le sue sorgenti termali. Già nel II secolo a.C., a Baia si costruiscono impianti termali: le terme, si dice, furono inventate proprio qui. In poco tempo diventa un luogo di villeggiatura elitario e famosissimo: era impossibile non divertirsi. Il cielo azzurro, il mare trasparente, il clima piacevole, l'acqua calda delle terme: tutto sembra fatto per stimolare la pigrizia e il piacere. ”Le terme, alimentate da vapori caldi, sono più salubri di qualsiasi bagno riscaldato artificialmente, poiché la Natura eccelle di gran lunga l'umano ingegno [...] Nulla è più eccelso dei lidi baiani, dove si unisce la possibilità di avere delizie dolcissime e di appagarsi dell'impareggiabile dono della salute. (VI secolo d. C. Cassiodoro, Variae, IX, 6, 6). Baia era luogo di divertimenti e giochi, di piaceri, amori e tradimenti, di dannazione e vizio. "A Baia una donna arriva come una Penelope e ne riparte come un'Elena". Date le frequentazioni Baia divenne un importante centro culturale e ricreativo, al par di Roma venne arricchita di bellissime costruzioni e templi eretti in favore degli dei. "Cammin facendo, ci si ferma per vedere i resti di tre templi famosi, a poca distanza l'uno dall'altro, uno dedicato a Venere, uno a Diana, il terzo a Mercurio; quest'ultimo pero' si puo' visitare soltanto sulle spalle dei marinai perché è pieno d'acqua. Questi tre templi hanno tutti più o meno la stessa forma e sono costruiti nello stile del Pantheon". Al favore delle divinità, come manifestazione della loro presenza, viene attribuita l'efficacia curativa di queste acque abbondanti e miracolose, "sgorgano copiosamente e senz'ordine in moltissimi luoghi, qua fredde, là calde, là miste... altrove tiepide e fresche. Facendo sperare rimedi contro le infermità e scaturendo soltanto a pro degli uomini fra tutti gli esseri viventi, accrescono il numero delle divinità con varie denominazioni e fanno sorgere delle città come Pozzuoli".


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