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JACO PASTORIUS

Partiamo dalla fine: un banale, orribile litigio sul marciapiede antistante un locale da quattro soldi, il Midnight Bottle Club!

Le storie che preferiamo raccontare noi sono avvincenti, spettacolari, forse è questa la parola giusta. E quella di John Francis Anthony Pastorius III (siamo a Norristow ed è il 1 dicembre 1951), più semplicemente Jaco Pastorius, il più grande bassista di tutti i tempi, colui che ha rivoluzionato il modo di suonare uno strumento fondamentale come il basso, è proprio una di quelle. La storia musicale del Jimi Hendrix del basso comincia con un evento traumatico: la rottura di un polso! Nella sua famiglia di origini finlandesi, tedesche, svedesi e irlandesi, la musica è di casa; infatti, il padre Jack, è batterista professionista in un’orchestra, grande appassionato di basket ed un quasi alcolista. Così Jack, nel tempo libero, mette insieme le cose a modo suo e trasforma il figlio in Jaco Pastorius, il più grande “batterista” del mondo! Il giovane Jaco, comincia a suonare in alcuni gruppi scolastici, se la cava bene e dimostra già allora di avere una marcia in più. Un giorno però, durante una partitella a football, Jaco si frattura un polso. Per un batterista il polso è tutto, come le dita per un pianista, il ginocchio per un giocatore di calcio, il gomito per un tennista. Insomma, un guaio enorme che ti rovina la carriera! Jaco ha 13 anni, si è rotto il polso, ma ha le idee piuttosto chiare: per continuare ad essere il più grande musicista di tutti i tempi bisogna cambiare subito strumento!

Creatività, ritmo, c’è solo uno strumento musicale che in un gruppo può fare tutto questo … Jaco Pastorius, diventa un bassista!
Il suo primo basso, lo acquista per 15 dollari in un negozietto di seconda mano e comincia da subito a suonarlo in un gruppetto jazz: nove elementi in giacca e cravatta e i capelli pettinati con la brillantina. Una sola band gli va stretta, così comincia a collaborare con diversi gruppi. Come capita spesso ai geni, anche il suo strumento comincia a non andare più bene. Così Jaco, acquista prima un contrabbasso per suonare il jazz in maniera classica; poi, impaziente di rivoluzionare, comincia a modificare il suo coso di 15 dollari; e poi, quando è pronto al grande cambiamento, molla tutto quel “classicume” e compra un Fender Jazz Bass, lo priva dei “fret”, ne riempie i solchi rimasti con del mastice per legno, lo ridipinge con una vernice isolante da barca per modificarne la risonanza, riveste il manico con dieci strati della stessa resina epossidica marina e praticamente inventa uno strumento musicale: “il basso elettrico senza tasti”. Jaco è bravo anzi, il più bravo di tutti. L’energia che trasmette sul palcoscenico e la creatività sono praticamente eccezionali. Fatto sta che tutte le band del momento lo vogliono come bassista. Jaco suona … e praticamente gira tutti i club della Florida in formazioni diverse dove lui, con il suo sorrisetto strafottente, ruba la scena a tutti. Jaco è e dice di essere, il più grande di tutti!

E’ il 1975; c’è un gruppo con cui Jaco Pastorius vorrebbe tanto suonare. Si tratta dei “Weather Report” e soprattutto di Joe Zawinul, il leader della band. Jaco, incontra Joe Zawinul, polistrumentista austriaco, alla fine di un concerto a Miami. Lo raggiunge nei camerini, si presenta come il più grande bassista del mondo e gli dice che si aspettava di più da loro e che, cosa da non sottovalutare affatto, la mancanza di un basso come il suo era essenzialmente la motivazione della fondata critica. Fra lo stupore generale e i sorrisetti maliziosi della band, Jaco riesce comunque a consegnare al mitico Joe un nastro con la famosa (lo diventerà) versione di Donna Lee di Charlie Parker. Zawinul, uomo intelligente e soprattutto un grande musicista, lo ascoltò da solo pochi giorni dopo e subito lo apprezzò. La sua risposta fu molto semplice: “Sei grande ma i Weather Report hanno già un bassista, si chiama. Alphonso Johnson.

Nel 1976 incide il suo primo album: Jaco Pastorius, ed è una vera e propria rivoluzione. Il disco, denso di spunti musicali e orchestrali notevoli, resta una pietra miliare nella storia della musica. Jaco, con il suo stile particolare, è riuscito a ridefinire il ruolo del basso elettrico nella musica. Suona contemporaneamente accordi, armonici ed effetti percussivi e le partiture in cui il basso è solista sono semplicemente “nuove”, innovative.
Quando Alphonso Johnson lascia definitivamente i Weather Report, Zawinul chiama per sostituirlo proprio Pastorius, di cui pochi giorni prima aveva avuto il privilegio di ascoltare una versione preliminare di Continuum (dal suo primo album appunto). Pastorius inizia la collaborazione suonando in due brani dell'album Black Market, e stabilmente dall'album Heavy Weather (1977). L'anno successivo, sempre con i Weather Report suonò in Mr. Gone (1978), poi nel live 8:30 (1979) e in Night Passage (1980). Nel 1980, Pastorius lascia i Weather Report e inizia una fulgida carriera da solista, pubblicando il suo secondo album “Word of Mouth” e suonando nel contempo con i più grandi musicisti del momento: Joni Mitchell, Pat Metheny, Lyle Mays, Michael Brecker e Don Alias.

Ma Jaco Pastorius non è solo un grande maestro, l’uomo che ha rivoluzionato il modo di suonare uno strumento musicale come il basso. Mowgli, come da piccolo lo chiamava il fratello più piccolo, proprio perché, come il protagonista del libro della jungla, non stava mai fermo, è sempre stato un tipo piuttosto strano e crescendo, questo è poco ma sicuro, da questo punto di vista non migliora affatto. Per tutta la vita, infatti, Jaco soffre di un disturbo bipolare. E’, a conti fatti, un maniaco depressivo che alterna a stati di depressione, momenti di incredibile eccitazione. E’ però anche un genio della musica, il dio del jazz e della fusion. La sua creatività è assoluta, l’energia creativa che emette, se gli stai vicino, la puoi sentire fisicamente sotto forma di un accattivante ronzio. Problemi insomma, malinconie ed una vita così … a 1000 all’ora. Se poi ci metti anche la dipendenza dalla cocaina e l’alcool, fino ad allora ripudiato da Jaco perché il padre era un alcolista, allora tutto si ingigantisce ed i comportamenti strani che grossomodo caratterizzano la maggior parte delle rockstar, diventano vere e proprie pazzie. Come nel 1982, in Giappone: Jaco si presenta sul palcoscenico con la testa rasata e la faccia dipinta di nero e alla fine di uno dei concerti getta il basso nella baia di Hiroshima; o come a Rimini, nei primi anni ottanta, quando cade dal terrazzo di un albergo. Quando non fa stranezze invece è triste, inquieto, piange disperato come un bambino e si droga parecchio per “calmarsi il cuore”.

Un giorno, la moglie Ingrid, che lo descrive come il più dolce e gentile degli uomini, lo fa ricoverare in una clinica per disturbi mentali per degli accertamenti. È proprio li che gli viene diagnosticato un disordine bipolare con frequenti episodi di ipomania. Gli viene prescritta una cura al litio per ristabilirne l’umore e dopo pochi giorni lo rispediscono a casa dal suo basso. Jaco è una persona affettuosa, un padre premuroso ed un marito che non vede l’ora di ritornare a casa per falciare il prato del giardino o riparare l’impianto elettrico. Non sembra il ritratto di una rockstar, la descrizione scioccata del genio matto che beve e si droga come un pazzo. E invece è proprio così … alla dolcezza con i figli e alle gite in famiglia si contrappongono le stranezze più disparate; allo girare nudo in motocicletta a Tokio, performance rimaste nella storia del jazz, come The Birthday Concert (1982 Miami) in occasione del suo 31esimo compleanno. Jaco suona, compone ottima musica e continua suo malgrado a convivere con la malattia! Alla metà degli anni 80, la moglie Ingrid lo lascia e tutto peggiora. Sembra il mai troppo compianto Bud Powell, il più grande pianista di be bop di tutti i tempi. Dorme per strada Jaco, proprio come un barbone, proprio come il povero Bud. Poi però, quando torna a casa dopo giorni di vagabondaggio incide dischi ormai passati alla storia e continua a suonare.

Pastorius muore il 21 settembre 1987! Qualche giorno prima, la sera del 12 settembre, Jaco si trova al “Sunrise Music Theatre” di Fort Lauderdale in Florida, ad ascoltare il concerto di Carlos Santana. In un momento di eccitazione, Jaco sale sul palcoscenico per alzare il braccio di Alphonso Johnson come si fa con i pugili che hanno vinto. Johnson, suo conoscente ed ex bassista dei Weather Report, lo lascia fare ma l’intrusione non piace a Santana, il quale lo fa cacciare dal locale. Così, ubriaco, Jaco si aggira per le strade della contea. Vaga nella notte il più grande bassista di tutti i tempi, e così, in preda ad una “strana euforia” raggiunge il Midnight Bottle Club, un locale da quattro soldi frequentato da gentaglia. Fuori dal locale, appostato, c’è un brutto tipo, il padrone, un certo Luc Havan. Jaco è vistosamente alterato e così, visto che non è un socio, gli viene negato l’ingresso. Allontanato in malo modo, Jaco perde la testa, comincia ad insultare e tira un calcio alla porta a vetri. E così, barcollante, finisce nelle mani di Luc Havan, il buttafuori/padrone del locale, il suo assassino. Havan, esperto di arti marziali, praticamente lo massacra di botte. All’arrivo della polizia, sono le 4.20 del mattino, Jaco è per terra, sul marciapiede, il volto coperto di tagli e lividi, un braccio rotto, un occhio praticamente staccato dall’impianto, la testa rotta e danni al cervello. Entra in coma durante il trasporto in ospedale, Jaco, e praticamente non ne uscirà più. I medici dell’ospedale di Fort Lauderdale cercano di salvarlo e per un momento sembra quasi che ci riescano; ma poi, come uno scherzo del destino, sopraggiunge un’emorragia e tutto va in malora. Quando il 21 settembre i medici staccano la spina, il cuore di Jaco continua a battere per altre tre ore, proprio come un giro di basso. Dopo soli 4 mesi l’assassino, processato e condannato, Luc Havan uscì di galera per buona condotta, di lui non si hanno notizie rilevanti. E’ un agente immobiliare, è odiato da tutti i fan di Jaco Pastorius ed è, comunque, il suo anonimo assassino. Jaco invece è morto ma è come se fosse vivo … già come se fosse vivo ..

Siamo a Fort Lauderdale, è il 21 settembre 1987


A cura di bardamù


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