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CHET BAKER

“L’angelo caduto del cool jazz”


Chesney …


Chesney Henry "Chet" Baker Jr. nasce a Yale, nello stato americano dell’Oklahoma, il 23 dicembre 1929. La musica è il suo destino! Il padre, Chesney Henry Baker, Sr, chitarrista professionista, lo avvia giovanissimo alla carriera del trombonista. Chesney è un ragazzino inquieto, pieno di talento e vive la musica a modo suo. Pochi mesi prima del trasferimento della famiglia Baker a Glendale (California), il trombone, troppo grande e faticoso per le braccia del piccolo Chesney, viene prontamente sostituito dalla tromba. La sua prima formazione musicale, la riceve alla Glendale Junior High School. In quella piccola “scuola di musica”, Chesney si rifiuta di apprendere la teoria musicale ma in compenso intuisce, canta, armonizza e demolisce la regola musicale con la sua ricerca appassionata, l’inquietudine del genio. Nel 1946, a 16 anni, lascia la scuola e si arruola con tanto di tromba sotto il braccio nell'esercito con l’intenzione di suonare nella banda. Ci riesce: è prima tromba nella Banda del 298ª Armata dell'Esercito. Nel 1948, congedato dall’esercito, decide di cominciare a studiare seriamente le regole della musica e si iscrive al El Camino College di Los Angeles, dove studia teoria e armonia musicale. Dura poco però: abbandona dopo due anni per esibirsi nei jazz club. Nel 1950 si ri-arruola nell'esercito e diviene membro della Banda della Sesta Armata dell'Esercito al Presidio di San Francisco. Continua comunque ad esibirsi in numerosi club di San Francisco, tra cui il Bop City e il Black Hawkin. In seguito a dei test psichiatrici, viene ritenuto inadatto alla vita militare. Così ottiene il congedo definitivo dall'esercito e comincia a dedicarsi alla carriera professionistica nel mondo del jazz.

Chet…

Dopo essersi trasferito definitivamente nella California meridionale, comincia a suonare la sua Martin Committee nella band del sassofonista di origini palermitane Vido Musso. Si narra che quando a Carini, il paese di origine di Vito Musso, si seppe che il giovane, emigrato con i genitori a Detroit, avrebbe voluto studiare per fare il musicista, tutta la famiglia fece la colletta per l’acquisto di un clarinetto. Il legno, acquistato a Palermo per una bella sommetta, venne spedito successivamente a Detroit per contribuire ad avverare i sogni del piccolo Vito. Il promotore della colletta fu nonno Vito. Il nostro uomo milita con la sua Conn connstellation anche nella formazione musicale del grande sax tenore Stan Getz; il quale, terminato il suo momento d’oro, si preparava inesorabile a lasciare le cosiddette luci della ribalta al mito dell’improvvisazione Gerry Mulligan. Un vero rivoluzionario Mulligan, riuscì in pochi anni di attività a dare una luce nuova al baritono, utilizzato fino ad allora come "colore" nella sezione dei sassofoni, facendolo assurgere a vero e proprio strumento solista. Mulligan era sempre in cammino verso un proprio miglioramento, e per questo aveva bisogno di fondersi, umanamente e musicalmente, con i maggiori esponenti del jazz e non solo. Comunque, il vero primo grande colpo di genio Mulligan lo ha nel 1951, quando insieme a Baker fonda lo storico piano-less quartet. Proprio nel 1951, esibendosi nella discoteca Haig, Chesney, ormai divenuto ufficialmente Chet, ottiene un contratto importante con la Pacific Jazz Records. La band, sax baritono, tromba, basso e batteria, si distingue proprio per l'interazione tra il sax baritono di Mulligan e la tromba di Baker. Piuttosto che suonare linee melodiche all'unisono come i giganti del bebop Charlie Parker e Dizzy Gillespie, i due sviluppano frasi musicali attingendo a tecniche contrappuntistiche. Dopo il declino quasi immediato del gruppo per via dei problemi di droga di Mulligan (che fu in carcere per un certo periodo) e per i disaccordi, economici e caratteriali fra lui e Chet, Baker fondò una propria jazz band, in cui, oltre a suonare la tromba, copriva anche il ruolo di cantante e di flicornista soprano. Nel 1954, un sondaggio della rivista Down Beat, gli attribuisce il premio di miglior trombettista, preferendolo ad artisti del calibro di Miles Davis, Dizzy Gillespie e Clifford Brown. Un fatto eccezionale, in quegli anni, per un bianco. Chet Baker, il trombettista dal fraseggio spietatamente logico, ma allo stesso tempo profondamente sentimentale; Chet Baker, “il bianco” che aveva assimilato meglio di chiunque altro il linguaggio e la cultura della comunità afroamericana; Chet Baker, canottiera bianca, giubbotto di pelle nera, bello come un angelo, che a guardarlo suonare le donne impazzivano; capelli neri e lisci che ricadono sulla fronte, gli zigomi alti, pallido, maledetto: Chet Baker!
Quando suona non gonfia, non stravolge grottescamente il volto come fanno tutti. No, lui resta elegante, come se “dicesse addio ad ogni nota che suona”. E’ dipendente da eroina e marijuana dall’età di 21 anni e la sua carriera, comunque lunga e unica, risente moltissimo proprio a causa di questo problema. Chet arriva a farsi 6 grammi di eroina al giorno, beve come un maledetto e suona … suona anche per far fronte ai problemi economici che una dipendenza simile comporta. Si, anche se sei il più grande di tutti! Numerosi i problemi legali, inclusa una detenzione di oltre un anno in Italia nel carcere di Lucca. E’ il 31 luglio del 1960, Chet, fermo in una stazione di servizio vicino Lucca per fare carburante, entra nel bagno per iniettarsi del metadone. Nel suo corpo ormai devastato fa fatica a trovare una vena ed impiega molto tempo. Il figlio del benzinaio, insospettito, chiede ad un agente di andare a controllare. L’agente Neri Gugliermino entra nel bagno e si imbatte nel corpo di Chet Baker; il quale, rianimato e fermato, viene portato alla stazione di polizia. Sul momento viene rilasciato, ma di lì a pochi giorni, il 22 di agosto, viene arrestato in relazione a questo episodio. La moglie Halema, coinvolta nell’accaduto, finisce nella sezione femminile, dall’altra parte del cortile. Il processo si svolge l’11 aprile del 1961. I giornali lo chiamano "il processo delle vipere". In aula c’è l’intera Lucca. Oriana Fallaci scrive sull’Europeo che “Chet Baker, il più grande trombettista del mondo, viene condannato da una banda di insensibili ignoranti, di governanti che non avevano mai sentito nominare Luis Armstrong e Charlie Parker, né ovviamente lui”. Si racconta che quando il 15 dicembre del 1961 Chet Baker uscì dal carcere di Lucca, trovò ad aspettarlo Amedeo Tommasi insieme ad altri musicisti, e la sera stessa andarono a suonare al teatro comunale di Lucca. Amedeo Tommasi, classe 1935, è uno fra i più grandi pianisti jazz italiani attivo dai primissimi anni sessanta, continua ancora oggi a suonare e a comporre musica per la televisione ed il cinema. Solo per citare un esempio, ha composto il famoso Magic Waltz, suonata per piano della colonna sonora del film "La leggenda del pianista sull’oceano", insieme a Ennio Morricone. Tommasi incontra nel 1961 Chet Baker ed entra a far parte della sua band, con la quale incideranno, dopo la scarcerazione di Baker, il disco "Chet is Back", inciso per la Rca Italia e considerato uno dei più bei dischi del trombettista americano.
Nel 1966 succede la cosa più assurda che possa capitare ad un trombettista: Chet perde tutti i denti davanti! La causa di questo problema non è mai stata completamente chiarita. Baker racconta di essere finito in una rissa dopo un concerto e di essere stato aggredito da alcuni uomini di colore che gli spaccano una bottiglia in faccia, lacerandogli le labbra e danneggiandogli i denti anteriori. La veridicità di questo racconto è sempre stata dubbia; infatti, molti amici e conoscenti, parlarono di un confronto con uno spacciatore dovuto a problemi di pagamento di una fornitura di droga. Lite violenta, bottigliata in faccia e via tutti i denti davanti. Un guaio! Chet non riesce a suonare a causa del dolore al labbro e ai denti: decide quindi di sparire dalla scena musicale. Dopo qualche tempo, un appassionato lo riconosce nella pompa di benzina dove ha cominciato a lavorare come commesso da un po’ di tempo e lo aiuta a rimettersi in sesto, facendogli anche trovare i soldi per sistemarsi la bocca. Baker impara a suonare la tromba con la dentiera, cosa considerata estremamente difficile, e il suo stile dovette adeguarsi a quella specie di rivoluzione. Parzialmente disintossicato, Chet Baker si trasferisce a New York, dove ricomincia a registrare con altri rinomati musicisti jazz, come Jim Hall (con cui incise l'ottimo "Concierto"), per poi infine ritornare a vivere in Europa. Famosa la sua collaborazione con l'artista inglese Elvis Costello (Almost Blue – assolo in Shipbuilding). Torna spesso in Olanda, dove le permissive leggi sui narcotici gli permettono di soddisfare in maniera relativamente facile la sua dipendenza. In questi suoi ultimi anni di vita frequenta molto il flautista italiano Nicola Stilo, una sua scoperta. Stilo, affezionato all’angelo caduto, gli rimane accanto fino agli ultimi giorni di vita …


continua


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