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La vera storia degli Stati Uniti d’America - 3

Approfondimento numero 1: La mafia irlandese a New York
Prima Parte
The Irish Mob è la più vecchia organizzazione criminale operante negli USA, dove è presente fin dalla prima metà dell’800. Un bel libro del grande giornalista americano Herbert Asbury, “Gangs Of New York”, racconta la cronaca di quegli anni e la nascita delle prime gang che per quasi un secolo hanno terrorizzato New York e con loro, mutate ma mai sconfitte definitivamente, un sistema politico tutt’ora presente, in alcuni casi operante. Tutto ha inizio nei tetri casamenti dell’aria dei Five Points del “Dannato Vecchio Sesto Distretto”. Originariamente il quartiere era formato dall’incrocio di Cross, Anthony, Little Water, Orange e Mulberry Street, che sfociavano in un’area triangolare ampia mezzo ettaro nel cui centro spiccava un piccolo parco chiamato “Paradise Square”, in seguito cintato con una palizzata. Alla fine questo steccato si trasformò in una corda da bucato comunitaria e generalmente era deturpato dagli indumenti stesi ad asciugare, mentre ragazzini armati di pezzi di mattone e bastone facevano la guardia.

Fatto sta che, Paradise Square, è l’unico settore della città in cui i poveri fossero i benvenuti, e mentre gli aristocratici e i ricchi commercianti passeggiano lungo la Broadway e nel City Hall Park, la gente comune si riversa nei Points per divertirsi e respirare una boccata di aria fresca nella Coney Island dell’epoca, punto di incontro di marinai, ostricai, operai ed impiegati dal salario modesto. Prima del proibizionismo, le gang di strada irlandesi come i “Forty Thieves”, i “Dead Rabbits” e i “Whyos”, dominano il malaffare di New York esaurendo con la violenza inaudita degli ultimi anni quasi un secolo di dominio assoluto sulla maggior parte dei traffici illeciti conosciuti a quei tempi. L'arrivo di italiani ed ebrei durante gli anni 1880 e 1890, mette gli irlandesi con le spalle al muro, al soldo delle potenti famiglie mafiose della Mano Nera. Fra i leader dominanti vale la pena ricordare Monk Eastman della “Eastman Gang”; Paul Kelly della “Five Points Gang” e Hudson Dusters della “Gopher Gang”.

La scomparsa dei gangster
Verso la fine del 1910, la polizia compie un prode gesto contro parecchie delle gang che hanno suscitato la sua disapprovazione o hanno agito con tanta spudoratezza che l’indignazione dell’opinione pubblica impedisce persino agli uomini politici di proteggerle; e quando il polverone della battaglia finisce col dissiparsi una decina delle figure più celebri della malavita vengono imprigionate. Escono di scena eroi illustri come Newburgh Gallagher e Marty Brennar dei Gophers; Itsky Joe Hickman, colui che si è proclamato capo dei Five Points dopo l’uscita di scena di Paul Kelly. E poi Kid Dropper, Johnny Spanish e Bill Ellison. La polizia è convinta che Dropper e Spanish sono diventati capi della stessa gang nello stesso periodo. Controllano gruppi diversi e non hanno mai l’occasione di scontrarsi fino a quando, come in un romanzo, ci si mette di mezzo una donna.
La cattura dei capi dei crudeli Ghopers demoralizza i gangster e genera il fenomeno della dispersione. La storia impone la divisione dei Gophers in tre diverse fazioni. La più importante è sicuramente quella capeggiata da Owen Madden, ampiamente noto nel mondo della malavita con il nome di Owney the Killer. Il territorio di Madden è la Forty-second Street; e a Sud, fino ad Hudson Dusters e Marginals, zone comunque rimaste sotto il rispettoso controllo di Tanner Smith, grande amico di Madden. Owen Madden è l’esatta antitesi di Monk Eastman! È elegante, snello e azzimato, con il sorriso gentile di un cherubino e l’astuzia e la crudeltà di un demonio. Nasce in Inghilterra, ma emigra negli Stati uniti a undici anni e ne ha solo diciassette quando si busta il soprannome di Owney The Killer. Assassino, trascinatore: solo un anno dopo è il capo indiscusso di una delle fazioni più agguerrite dei Gophers. All’epoca della sua prima incarcerazione, quando ha appena ventitré anni, è sospettato di essere l’esecutore materiale di cinque omicidi. È un ottimo tiratore e un virtuoso dello slung-shot. La polizia lo considera un tipico gangster della sua epoca: astuto, audace e pigro. Finché non viene rinchiuso a Sing Sing non ha mai lavorato nemmeno un giorno; e, come dice ai secondini che lo accerchiano nei primi tempi di gatta buia: “Non lo farò mai!”.
Poco dopo la fine dei Gophers, Owney, per festeggiare la sua ascesa al trono, uccide un italiano qualsiasi. I testimoni ritrattano e gli investigatori, convinti della colpevolezza di The Killer, non riescono nemmeno ad istruire il processo. Un anno dopo, a causa di una ragazza, Madden spara al povero impiegato William Henshaw. Prima di morire, al New York Hospital, riesce a dire con un filo di voce il nome di chi gli ha sparato. Dopo un inseguimento rocambolesco sui tetti della Tenth Avenue, Madden viene arrestato. Tuttavia, a causa del solito problema con i testimoni, viene scarcerato dopo pochi mesi. Tuttavia questa serie di arresti spaventa Madden e per parecchi mesi l’uomo è un angioletto. Durante questo periodo di quiete fonda con il vecchio amico Tanner Smith il “Winona Club”, una specie raduno congiunto dei malfattori della banda di Madden. Fittano anche i due appartamenti al piano superiore; il padrone di casa, un onesto maniscalco, tale Dennis J. Keating, all’oscuro dei loschi traffici dei suoi affittuari. Fatto sta che il Winona diviene ben presto un pugno nell’occhio in quel quartiere benestante. L’avventura in quel quartiere si conclude con un vero e proprio assedio degli uomini del sergente O’ Connell; il quale, avvertito da un vicino, fa immediatamente irruzione e arresta, non prima di averli manganellati bene, Madden, Smith e tutti i loro scagnozzi. Madden, allora minorenne, se la cava con una ramanzina del giudice; Smith invece, astuto e ammanicato bene, va subito in municipio, chiede udienza al sindaco William J. Gaynor, gli mostra le ferite e si lamenta di essere stato aggredito da alcuni poliziotti mentre giocava a carte a casa sua. Il sindaco rimprovera pubblicamente gli agenti ed emana la famosissima ordinanza Numero 7, che proibisce a un poliziotto di usare il manganello a meno che non fosse pronto a dimostrare che lo ha fatto per difendere la propria vita. Una pacchia per tutti i criminali di New York! Poi, con l’elezione a sindaco del mitico John Purroy Mitchel, l’ordinanza rappresenta un fattore decisivo nel tutelare il potere delle gang.



In foto: The Killer Madden


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