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Benvenuto a PeterThido, ultimo utente registrato il 11-09-2021

Pompei Scavi. Io non pago.

Questa è una di quelle notizie di cui posso tranquillamente scrivere senza essere sul posto. Ma come? Un giornalista scrive senza accertare prima la verità dei fatti? Allora mettiamola così: questo non è un articolo, non è cronaca. E’ solo un mero atto di consapevolezza. Come se ce ne fosse bisogno.
Ressa durante lo spettacolo di Siani negli scavi di Pompei, troppi biglietti omaggio ed i paganti restano in piedi. Serata annullata. L’Ansa avrebbe potuto battere questa notizia ancor prima che aprissero i cancelli della serata. Applausi ad Alessandro Siani che, a differenza di molti altri artisti prima di lui, non ha fatto finta di nulla ed ha deciso di mandare tutto all’aria. Che si parli, di ciò che accade nella città mariana.
Pompei, da decenni, incarna la peggiore anima della prevaricazione: saranno almeno vent’anni che nella città mariana non si vive altro che di prepotenze e queste certezze sono nella mente di chiunque vi ci abiti ed anche – a maggior ragione – nella mente di chi è lontano.
La conosciamo bene tutti, Pompei. O meglio ci conosciamo, fra pompeiani. Pagare, soprattutto negli scavi, soprattutto durante gli spettacoli serali, è quasi un’onta, una vergogna. Una delle domande più frequenti nella Pompei bene è: “Ah, davvero? Hai pagato il biglietto per entrare? E allora si proprio na’ chiavica!”
Tutti, da anni, sanno che dentro agli Scavi, come durante le più imponenti rassegne teatrali o durante i concerti di grido – al di là del valore dei cantanti stessi – i biglietti omaggio sono diffusi in gran quantità. E tutti conoscono anche i nomi di CHI NON PAGA, MAI.
A Pompei si inizia a non pagare già all’epoca del liceo, quando si organizza il MacP 100 di fine anno. I NOMI, sempre gli stessi, sempre di più, beh … loro non pagano. E tutti quelli che passano dal liceo E.Pascal lo sanno bene. Ci passano i nonni, i padri, i figli ed i nipoti. E non pagano, già dal liceo: non pagano.
Tutti i pompeiani, da almeno 15 anni a questa parte se non da prima, ci scherzano su: “e chi paga per entrare negli scavi? Figuriamoci… “
Perché Pompei è questo: è il favore, è il biglietto omaggio che parte dalla scrivania di qualche amministratore – chicchessia, nessuno si offenda eh – ed arriva nelle tasche dell’ultimo pompeiano a cui è stata promessa attenzione in cambio di fedeltà eterna.
Pompei è questo, lo sanno tutti.
O almeno tutti i Pompeiani.
Certo, accadrà anche altrove… ma abitare ad 800 km di distanza e sentire gente in dialetto meneghino parlottare in gruppo dicendo “eh cazzofiga hai visto lì a Pompei? Altro che sito archeologico, dai che fra un po’ gli cade in testa a quella gente lì …” ti fa sorridere e ti fa pensare che, infondo, una città in piedi grazie ai favori, alle clientele, ai biglietti gratis… ebbene una città così incarna perfettamente la vera natura della opulenta, corrotta e volgare Pompei del lontano 79 d.c.
Ed allora, che crolli… tanto alla fine dei conti chi non ha pagato potrà anche guadagnare un bel po’ di soldi da tutte le ricostruzioni a venire.
Spero di esserci, per allora. Ed entrare con l’accredito stampa. GRATIS.
igA


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