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Napoletano E’ … 54: Continua la nostra carrellata: è il 2009!

2009-2010

Il Napoli fa suo un nuovo campione: è Fabio Quagliarella, bomber di Castellammare di Stabia che ritorna a casa dopo le fortunate esperienze con Torino, Sampdoria e Udinese. Tutto sommato il Napoli ha un bell’attacco! L’annata del Pocho comincia con una bella marcatura nel derby di Coppa Italia con la Salernitana. Sigla il gol del momentaneo 2-0 per il Napoli, il suo 20° con la maglia azzurra numero 7! Nel definitivo 3-0 per gli azzurri va in rete anche il giovane Hoffer, talento mai esploso che il Napoli cederà a fine anno. Il Pocho va in rete al 43’ del primo tempo: tocco vincente al termine di una bella verticalizzazione. Succede di tutto, anche un rigore sbagliato dal mitico Datolo.

In campionato il primo gol lo mette a segno nella trasferta al Meazza contro l'Inter: un mercoledì maledetto. E’ la quinta di campionato, in panca c’è mister tristezza Donadoni e il Napoli perde 3-1! Nel secondo tempo, esattamente al minuto 37’, il Pocho corregge in rete un tiraccio di Contini.

Il 04 ottobre segna un altro gol inutile. Si tratta del momentaneo vantaggio nella delicata trasferta contro la Roma di Claudio Ranieri. Il Pocho segna al 25’ del primo tempo, sfruttando al meglio un assist di Hamsik; piroetta in area e gran destro nell’angolo. La doppietta di Totti affonda il Napoli e condanna senza appelli Roberto Donadoni.

Il terzo gol stagionale, il primo personale sotto la guida del livornese Walter Mazzarri, è una marcatura storica. Il primo gol e momentaneo vantaggio degli azzurri nel rocambolesco 3-3 in trasferta contro il Cagliari di mister antipatia Massimiliano Allegri. Per il Pocho una serpentina con gran destro finale da fuori area che batte un incolpevole Marchetti (è il 22’).
Al termine della partita (anticipo della 16 di serie A), conclusasi con il colpo di testa vincente di Bojacino, Lavezzi viene espulso per aver calciato il pallone contro l'allenatore del Cagliari. Il primo rosso diretto della sua carriera in Italia è moralmente giustificato dalla prova televisiva, in cui si vede chiaramente l’allenatore Allegri evitare il pallone, appena uscito, con il solo intento di perdere tempo e sfavorire il giocatore che fiduciosamente era corso nella sua direzione per recuperarlo.

Dopo aver recuperato da una distrazione muscolare al bicipite femorale sinistro (40 giorni di stop e primo vero infortunio per il Pocho), rimediata il 10 gennaio 2010 in occasione di Napoli-Sampdoria (partita vinta 1-0 grazie alla rete di Denis), torna al gol il 13 marzo nella gara interna contro la Fiorentina (non segnava al San Paolo da più di un anno). Il bel colpo di testa al 4’ minuto del secondo tempo non basta per evitare una sonora sconfitta. Al San Paolo finisce 1-3!

Va ancora a segno il 25 marzo contro l’odiata Juventus. Al San Paolo finisce 3-1 e succede veramente di tutto. In vantaggio subito i bianconeri: il colpo di testa di Chiellini è uno schiaffo che fa risvegliare i leoni. Il Napoli gioca e produce occasioni a ripetizione. Sbaglia un rigore con Hamsik e poi colpisce. Sono tre gioielli: Hamsik – Quagliarella e Lavezzi. Per il Pocho una correzione in rete su assist di un generosissimo Campagnaro.

Il 18 aprile, dopo aver festeggiato le 100 presenze in maglia azzurra in un Napoli-Parma 2-3 che è meglio non ricordare (ma anche nominare), il Pocho decide la trasferta al San Nicola contro il Bari segnando la sua terza doppietta in serie A. la prima rete è un vero e proprio siluro dalla distanza (è il 28’ del primo tempo) che disorienta Gillet. La seconda rete invece è da ricordare esclusivamente per l’azione che l’ha generata: grande affondo di Zuniga e destro a mezz’altezza del Pocho che non lascia scampo al portiere ( è il 12’ del secondo tempo).

Il 2 maggio 2010 regala al Napoli l’aritmetica qualificazione in Europa League. Mette a segno una bella punizione (è il 41’ del secondo tempo) in trasferta contro il Chievo Verona. Finisce 1-2 per gli azzurri!

Ricapitolando sono 8 gol in 30 partite (terzo cannoniere del Napoli dopo Marek Hamšík e Fabio Quagliarella). Effettivamente è un bottino magro per un attaccante; però, come dire, il Pocho Lavezzi non solo questo.

Alla prossima

Bardamù


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