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NAPOLETANO E’ … 56 E’ FINALE!!!!!

Dopo l’innominabile delusione in Champions, quella maledetta partita che il Napoli pare abbia giocato a Londra a metà marzo, il Napoli di Walter Mazzarri, battendo il Siena di Sannino per 2-0 al San Paolo, si aggiudica la partecipazione alla finale di Coppa Italia (ormai TIM Cup per ragioni di soldi .. ma noi non la chiameremo mai così in questo articolo). La sfida del 20 maggio all’Olimpico di Roma contro l’odiata compagine bianconera, è la prima finale dell'era De Laurentiis. Si, proprio la Coppa Italia, una competizione tanto affascinante quanto snobbata (negli ultimi tempi purtroppo è così), che merita di essere raccontata come piace a noi.
La nascita della Coppa Italia è figlia di una vera e propria rivoluzione calcistica avvenuta nel 1921. In quell’anno il calcio, giuoco sereno, rasserenante, corroborante perfetto dell’impiego (dell’uomo impiegato) e dell’industria, vide la nascita di una lega indipendente, la CCI, dove confluirono tutti i più importanti club in contrasto con la FIGC. A questo punto, ritrovatasi con un torneo svuotato e di scarsissimo livello tecnico, la FIGC decise di rimpolpare i festeggiamenti con un nuovo torneo parallelo al campionato ad eliminazione diretta: è il 2 aprile 1922 e lo sconosciuto Vado si impone sull’Udinese al termine delle competizioni. FLOP e immediata cancellazione!
Nel 1935, in seguito alla riduzione della Serie A a 16 squadre ed alla conseguente maggior disponibilità di date in calendario, la “Coppa Italia” riapre i battenti! Il regolamento, modellato su quello della Coppa d'Inghilterra (gara secca e campo designato a sorteggio; ripetizione in caso di pareggio a campi invertiti), consente l’accesso alla competizione a tutte le società di Serie A, Serie B e Serie C. Il tabellone principale (consecutivo alla scrematura preliminare fra le compagini dei campionati minori) prevede cinque turni di gara a partire dai sedicesimi, e la finale ha luogo in campo neutro, mutevole di anno in anno. La vincitrice della Coppa Italia acquisisce il diritto di partecipare alla Coppa Mitropa dell'anno successivo. Il primo vincitore del rinnovato torneo è il Torino, che batte l'Alessandria in finale a Marassi l'11 giugno 1936. A chiudere la prima parte della storia della coppa e di nuovo il Grande Torino che, nel 1943, conquistando anche lo Scudetto diviene la prima società a cingere contemporaneamente entrambi i trofei nazionali. La GUERRA! Tutto ricomincia nel 1958: è la Lazio a trionfare sulla Fiorentina nella finalissima. La manifestazione, ora organizzata dalla Lega Nazionale Professionisti, viene riesumata in vista del progetto di una nuova coppa europea, che si annunciava strutturata come la lanciatissima Coppa dei Campioni. La Coppa delle Coppe nasce nel 1960: ed è sostanzialmente l'unico motivo per giustificare la rinascita della Coppa Italia!
Nel 1962 il Napoli, pur non militando nella massima serie, si aggiudica il trofeo! E questo è un fatto straordinario, eccezionale che finora non è mai stato eguagliato (in verità anche la vittoria del Vado ha queste caratteristiche). Fino agli inizi degli anni settanta, anni in cui la competizione trova una formula abbastanza stabile, la coppa non è mai stata amata dal popolo calcistico, un feeling particolare che ancora oggi contraddistingue la coppa Italia da tutte le altre coppe di “Lega”. Il grande successo delle coppe europee spinge a ripensare nuovamente al formato della Coppa Italia. Vengono introdotti turni ad eliminazione diretta con la regola dei gol in trasferta. Il mutamento ha inizio nel 1979, quando con questo metodo vengono disputati i quarti e le semifinali, per poi essere esteso alla finale due anni dopo, e agli ottavi nel 1982 in concomitanza con la riammissione dei sodalizi di Serie C alla manifestazione. Gli anni ottanta sono dominati dalla Roma di Nils Liedholm e dalla rampante Sampdoria, che si aggiudicano rispettivamente quattro e tre edizioni. Dopo due stagioni sui generis per le Olimpiadi di Seoul e per i Mondiali di Italia '90, il modello continentale trova totale applicazione dal 1990, allorquando la Coppa si struttura con un turno eliminatorio e cinque turni di tabellone principale, tutti disputati secondo le medesime regole europee. Negli anni novanta il Parma ed il Vicenza (maledetta finale!) salgono per la prima volta sul gradino più alto del podio di un torneo che, pur senza raggiungere alti picchi d'interesse, raccoglie discreti successi di pubblico.

Curiosità:

La squadra detentrice della Coppa Italia può sfoggiare sulle proprie divise ufficiali una piccola coccarda tricolore, ed incontra i campioni d'Italia nella Supercoppa italiana, sfida d'apertura della stagione agonistica nazionale.

Il record di coppe vinte appartiene alla Juventus e alla Roma, entrambe a quota 9 trofei.

Il trofeo è stato vinto finora da sedici squadre diverse.

L'accoppiata Scudetto-Coppa Italia si è verificata sette volte: due volte ad opera della Juventus, nel 1960 e nel 1995, e dell'Inter nel 2006 e nel 2010, ed una ciascuno ad opera di Torino nel 1943, Napoli nel 1987, e Lazio nel 2000.

Il Milan nel 2003 e l'Inter nel 2010 sono invece le uniche squadre ad aver vinto contemporaneamente la Coppa Italia e la Champions League.

Sono due i record detenuti dal grande Napoli:

Nel 1987 il Napoli si aggiudica il trofeo vincendo tutte le tredici gare disputate; impresa poi eguagliata dalla Fiorentina nel 1996 e dall'Inter nel 2010, ma con un numero nettamente inferiore di gare disputate.

Nel 1962 vince la Coppa militando in B!

La formula per la stagione 2011-2012
Partecipano alla compatizione 20 squadre di Serie A, 22 squadre di Serie B, 27 squadre di Lega Pro e 9 squadre di Serie D. Nel primo turno eliminatorio giocano tutte le squadre di Lega Pro e Serie D, mentre quelle di Serie B entrano in tabellone a partire dal secondo turno. A partire dal 3º turno eliminatorio entrano in gioco le 12 squadre di Serie A che non partecipano alle coppe europee. Le rimanenti 8 squadre, le teste di serie, esordiscono negli ottavi di finale. I 4 turni eliminatori, così come ottavi e quarti, si disputano in partite di sola andata. Negli ottavi di finale le squadre teste di serie (Squadre di Serie A che disputano le coppe europee) giocheranno in casa. Per i quarti di finale il campo verrà deciso per mezzo di sorteggio. Le semifinali prevedono una partita di andata e una di ritorno. La finale è giocata in gara unica allo Stadio Olimpico di Roma e alla presenza del Presidente della Repubblica Italiana, che premia le squadre a fine partita. In tutte le gare della competizione deve essere utilizzato il pallone ufficiale della Lega Calcio, fornito dalla Nike.

TUTTI A ROMA!!!!!!



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