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“Pompeilab” ONLUS è un'Associazione che non ha fini di lucro neanche indiretto ed opera esclusivamente per fini di solidarietà sociale. L’Associazione è apartitica e si attiene ai principi di democraticità della struttura ed elettività e gratuità delle cariche sociali. L'Associazione opera in maniera specifica con prestazioni non occasionali ed ha per scopo l'elaborazione, promozione, realizzazione di progetti di solidarietà sociale, tra cui l'attuazione di iniziative socio educative, sportive e culturali, con particolare attenzione alle politiche giovanili. Lo spirito e la prassi dell'Associazione trovano origine nel rispetto dei principi della Costituzione Italiana che hanno ispirato l'Associazione stessa e si fondano sul pieno rispetto della dimensione umana, culturale e spirituale della persona.

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Associazione di Promozione Sociale "PompeiLab" Onlus

E’ costituita, ai sensi delle legge 383/00, l'Associazione di promozione sociale denominata “Pompeilab“ ONLUS, con sede a Pompei (NA), presso l’area dell’ex depuratore comunale di via Astolelle. L'Associazione persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica.

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TeatroLab2018 Domenica 15 luglio ore 21:00

Il Vesuvio è un vulcano dormiente, che sogna nel pericolo costante, ma destinato periodicamente svegliarsi. Dorme e veglia, prepara la veglia, prepara le casse di un funerale già; programmato in tutti particolari, ma con l’ipocrisia della fertilità, della bellezza apparente della superficie dei paesaggi dell’abbondanza. Il Vesuvio è; il doppio, come in teatro la sua visione è moltiplicata dai vettori sensoriali di chi lo interpreta e da chi lo ascolta. Il Vesuvio quando dorme accumula, accumula collera, violenza, indignazione, esplosione di morte che rinasce nella fertilità della terra e della vita. Il Vesuvio è il vulcano di Napoli. Il Vesuvio è Napoli: è il suo bilanciere d’orato di cocaina, il termometro nel culo di chi ha una febbre che non guarisce mai, lo specchio che si spacca ferendo a morte, in sangue di sacrificio necessario alla creazione, per poi ricomporsi da capo col nostro sangue, che a differenza di quello di S. Gennaro è “ghiarzo”, arso, scottato nel suo indotto ribollire. Il vulcano è anche un creatore, generatore, è una “vammana”, una levatrice di bastardi, una nutrice di esposti, di orfani dell’anima, dal quale nasce ogni cosa. Dunque è Dio, concretizzazione cinica, poichè senza l’effigiata iconografica rappresentazione, in terra, della creazione, Dio nell’abbondanza, nel dar vita alla vita così, della terra, dei mari, degli oceani, dell’atmosfera, delle prime forme di vita, da cui ha preso poi vita l’uomo dal fango. Ma è anche la morte, fautore di morte, la mano di dio, esecutore di giustizia quella giustizia, anche spietata che Dio stesso non può applicare, nè vedere, nè concepire poichè inevitabilmente per leggi di natura coinvolge anche gli innocenti e non può per questo essere a sua immagine e somiglianza. Quindi crea il suo opposto, il diavolo sprofondandolo sulla terra, come in una leggenda antica che racconta come la figura di Lucifero sia legata alle pendici di tale monte, Somma, cima sacra rispettata e anche odiata. Lucifero un tempo angelo sprofondato per compiere il terribile, scelto da Dio tra tutti perchè, colui che lo amava di più, e solo chi ama ossessivamente può incattivirsi progressivamente e compiere meglio il male. Sulle ceneri i lapilli e l’ignimbrite lavica di questa schizofrenia, tra benessere e distruzione, vita e morte, giustizia e ingiustizia, coraggio e ignavia, camorra e onestà, omertà e denuncia, bene e male si muove l’uomo napoletano: ma catapultato in questa città figlia del fuoco e del diavolo, come un fauno, innocente nell’inconsapevolezza di essere, di pulsare, di vivere, di amare, come vive e ribolle la propria terra. Il napoletano è stato creato a immagine e somiglianza del suo territorio senza memoria: il Vesuvio non può avere memoria, poichè ogni volta che si sveglia il suo respiro distrugge il bello che ha creato in sonno e dunque disperato torna a dormire per immaginarsi un mondo migliore..

di e con MIMMO BORRELLI, musiche dal vivo di Antonio Della Ragione



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BUH Concerti e Ferro 3.0 in collaborazione con Pompei Lab presentano: FAKE BEACH PARTY Giancane live venerdì 20 luglio -- start 22:00

Componente del celebre gruppo romano “Il Muro del Canto”, Giancane è un cantautore dal grande senso dell’umorismo e dalla chiara vocazione country.
Il suo primo album si chiama “Una vita al top” ed è uscito alla fine del 2015, preceduto solamente da un EP, “Carne”, venduto in comodi vassoi in polistirolo da macelleria. “Una vita al top” è un album country-neomelodico, d’orientamento western, ricco di rime selvagge.
Il tour di “Una vita al Top” e “Una vita al Top Deluxe” conta oltre 150 date di presentazione in tutta Italia, compresi diversi SOLD OUT.
Il 16 giugno 2017 esce “LIMONE”, il primo singolo estratto dal nuovo disco di inediti. Il video, prodotto è prodotto da Chef Rubio, con la sua società di produzione audiovisiva indipendente TUMAGA, e Image Hunters, apprezzata film company romana.
“Ansia e Disagio” è il titolo del nuovo disco di inediti di Giancane, uscito il 24 novembre per Woodworm Label. L’album, composto da undici canzoni, racchiude osservazioni pungenti, ironia e una profonda curiosità nei confronti degli stati ansiosi, propri o altrui. Senza dismettere la vocazione folk’n’roll e country-neomelodica che l’hanno reso celebre, Giancane inaugura una nuova stagione compositiva, inventando una nuova grammatica cantautorale di chiara provocazione e vocazione popolare, adatta a qualsiasi età.
Come rivela la copertina, il booklet del disco contiene 11 giochi, uno per ciascun brano del disco, ispirati alla Settimana Enigmistica e dedicati all’ansia e al disagio: cruciverba, rebus, enigmi e passatempi.


ticket 5€

Media Partner:
Music Coast To Coast
Le Rane
Radio Booonzo
Ecosuoni
Disorder.
Dissonanze Records
Labulab design

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   NAPOLETANO E’ … 60: Acquisto logico, Pandev!

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Cissokho, terzino sinistro del Lione; Lassana Diarra, centrocampista del Real Madrid in conflitto con lo “Special One”; Stefan Jovetic, attaccante montenegrino della Fiorentina dato ad un passo dal Napoli, praticamente in transito sul Garigliano. Ecco, questi sono solo alcuni dei nomi che circolano in casa Napoli; tutti grandi giocatori, posizionati da sempre in quelle zone del campo che i tifosi vorrebbero interamente rivoluzionate.

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   NAPOLETANO E’ … 58: STAGIONE CALCISTICA 2011-2012 riflessioni

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Forza Napoli!
Si potrebbero scrivere interi volumi (genere avventura e questo è ovvio) sulla stagione del grande Napoli. Evitiamo imbarazzanti preamboli da opinionisti da salottino in pelle e dividiamo subito la questione in tre parti: calcio giocato / stadio / tifosi!
Il calcio giocato è andato benissimo! Quelli che pensano male di questa stagione non sono veri tifosi. Bene, andiamo per ordine!

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   NAPOLETANO E’ …57: ABNEGAZIONE - Grava e Gargano!

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E’ arrivato il momento di omaggiare con un breve articolo i due azzurri che meglio di tutti incarnano l’abnegazione, il sacrificio per la maglia e per tutto quello che essa rappresenta. Ecco a voi la storia di due uomini, due campioni veri!

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   NAPOLETANO E’ … 56 E’ FINALE!!!!!

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Dopo l’innominabile delusione in Champions, quella maledetta partita che il Napoli pare abbia giocato a Londra a metà marzo, il Napoli di Walter Mazzarri, battendo il Siena di Sannino per 2-0 al San Paolo, si aggiudica la partecipazione alla finale di Coppa Italia (ormai TIM Cup per ragioni di soldi .. ma noi non la chiameremo mai così in questo articolo). La sfida del 20 maggio all’Olimpico di Roma contro l’odiata compagine bianconera, è la prima finale dell'era De Laurentiis. Si, proprio la Coppa Italia, una competizione tanto affascinante quanto snobbata (negli ultimi tempi purtroppo è così), che merita di essere raccontata come piace a noi.

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   TeatroLab2018 Domenica 15 luglio ore 21:00 " Napucalisse "

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Il Vesuvio è un vulcano dormiente, che sogna nel pericolo costante, ma destinato periodicamente svegliarsi. Dorme e veglia, prepara la veglia, prepara le casse di un funerale già; programmato in tutti particolari, ma con l’ipocrisia della fertilità, della bellezza apparente della superficie dei paesaggi dell’abbondanza. Il Vesuvio è; il doppio, come in teatro la sua visione è moltiplicata dai vettori sensoriali di chi lo interpreta e da chi lo ascolta. Il Vesuvio quando dorme accumula, accumula collera, violenza, indignazione, esplosione di morte che rinasce nella fertilità della terra e della vita. Il Vesuvio è il vulcano di Napoli. Il Vesuvio è Napoli: è il suo bilanciere d’orato di cocaina, il termometro nel culo di chi ha una febbre che non guarisce mai, lo specchio che si spacca ferendo a morte, in sangue di sacrificio necessario alla creazione, per poi ricomporsi da capo col nostro sangue, che a differenza di quello di S. Gennaro è “ghiarzo”, arso, scottato nel suo indotto ribollire. Il vulcano è anche un creatore, generatore, è una “vammana”, una levatrice di bastardi, una nutrice di esposti, di orfani dell’anima, dal quale nasce ogni cosa. Dunque è Dio, concretizzazione cinica, poichè senza l’effigiata iconografica rappresentazione, in terra, della creazione, Dio nell’abbondanza, nel dar vita alla vita così, della terra, dei mari, degli oceani, dell’atmosfera, delle prime forme di vita, da cui ha preso poi vita l’uomo dal fango. Ma è anche la morte, fautore di morte, la mano di dio, esecutore di giustizia quella giustizia, anche spietata che Dio stesso non può applicare, nè vedere, nè concepire poichè inevitabilmente per leggi di natura coinvolge anche gli innocenti e non può per questo essere a sua immagine e somiglianza. Quindi crea il suo opposto, il diavolo sprofondandolo sulla terra, come in una leggenda antica che racconta come la figura di Lucifero sia legata alle pendici di tale monte, Somma, cima sacra rispettata e anche odiata. Lucifero un tempo angelo sprofondato per compiere il terribile, scelto da Dio tra tutti perchè, colui che lo amava di più, e solo chi ama ossessivamente può incattivirsi progressivamente e compiere meglio il male. Sulle ceneri i lapilli e l’ignimbrite lavica di questa schizofrenia, tra benessere e distruzione, vita e morte, giustizia e ingiustizia, coraggio e ignavia, camorra e onestà, omertà e denuncia, bene e male si muove l’uomo napoletano: ma catapultato in questa città figlia del fuoco e del diavolo, come un fauno, innocente nell’inconsapevolezza di essere, di pulsare, di vivere, di amare, come vive e ribolle la propria terra. Il napoletano è stato creato a immagine e somiglianza del suo territorio senza memoria: il Vesuvio non può avere memoria, poichè ogni volta che si sveglia il suo respiro distrugge il bello che ha creato in sonno e dunque disperato torna a dormire per immaginarsi un mondo migliore..

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   TeatroLab2018 Domenica 8 Luglio ore 21:00 " Un finto Reale "

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Un finto reale ovvero le buffe avventure di re nasone. Il re più longevo e strampalato della storia di Napoli. Nello spettacolo si racconta la vita di un uomo diventato re per uno strano scherzo del destino di nobili origini ma con un animo e un cuore profondamente plebeo non a caso fra i vari epiteti è passato alla storia come re Lazzarone. Nonostante il suo carattere greve simpaticamente rustico donnaiolo buffone e poco coraggioso si è dovuto districare suo malgrado con gli eventi nefasti del suo tempo la rivoluzione francese la rivoluzione napoletana la restaurazione e fra una tragedia e l'altra è riuscito a governare per 65 anni. Nello spettacolo lui si trova al teatro San Ferdinando mentre assiste ad una farsa di pulcinella e in una pausa fra il primo e secondo atto mentre divora un fumante piatto di maccheroni con le mani parlando col suo fido servitore Domenico Cattaneo prendono vita i suoi ricordi. Ma purtroppo l'arrivo dei francesi interrompera' drasticamente il goliardico momento. Lo spettacolo è una straordinaria prova d'attore dove il recitante interpreta ben 12 personaggi: pulcinella ferdinando bambino maria carolina san Gennaro napoleone Carlo 3 il munaciello il boia e fra diavolo. uno spettacolo accattivante allegro coinvolgente.


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   Sabato 7 Luglio 2018 "Bonzilla" start ore 22:00

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Sono stati 3 mesi lunghi e rigidi per Bonzilla nella fredda terra degli Yankees. Di giorno vagava per per ore solitario nella “the cream city” in cerca di cani randagi, facili consolazioni e cuori intristiti. Di notte, poi, sotto un cielo terso ed una aria gelida, cercava rifugio, con la sua telecaster 90’s, nel lurido sottoscala del folle suonatore di tamburi. Le scintille divampavano dagli amplificatori, mentre le pelli dei tamburi prendevano fuoco, riscaldando così la stanza a temperature tropicali. Nuovi riff si diffondevano nell’etere, scatenando gli istinti più primordiali e facendo scuotere le menti già inebriate da fiumi di whiskey. Nei pochi momenti di lucidità Bonzilla raccoglieva le note e le grida profuse in quei momenti di follia, registrandole su di un Fostex 4 tracce a cassette.

#Bonzilla ora è tornato ed ed pronto a fare razzia nel Bel Paese, con la sua rabbia distruttiva, a ritmo di puro rock.
Link FB:www.facebook.com/bonzillaita/
Instagram : instabonzilla

membri del gruppo :
Giovanni Vicinanza - Voce & chitarra
Raffaele Carotenuto Drummer - Batteria
Giovanni macchiaverna - Basso
Raffaele Polimeno - Synth



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